Intervistato dal Corriere dello Sport, Beppe Bergomi ha toccato diversi argomenti. Il primo è l'ottimo inizio di stagione di Malen: "Ma l’avete visto come si è girato in area nel tiro che il portiere dell’Inter ha parato di faccia?".
«Beh, c’è un altro top. La forza del Toro è nella testa, quella di Donny nella capacità di saper fare bene un numero infinito di cose».
«Sarà pur vero che gli attaccanti di Gasp hanno sempre fatto gol. ma questo ci mette del suo. E poi è incredibile come fosse convinto: “se vengo mi fai fare il centravanti?”, gli ha detto. La stessa cosa che voleva Gasperini. Ricordo ancora il suo debutto a Torino: gli ho visto fare dei movimenti fuori linea, sul corto, sul lungo, degli smarcamenti… Quando hai queste doti e non sbagli mai il primo controllo, fare gol sembra la cosa più facile».
«Malen è unico e al tempo stesso erede di tanti bomber. Non dico che mi ricorda Ronaldo il fenomeno, ma ha quel tipo di movenze e un motore simile. Abilità nello stretto, smarcamenti, attacco alla profondità, capacità di duettare coi compagni, conclusioni: ha un repertorio completo, pur essendo un “normotipo”, distante da quei centravanti colossi di 190 cm che vanno per la maggiore».
«Il calcio è sempre un insieme di combinazioni. Nell’anno del mio scudetto all’Inter dovevamo prendere Madjer e poi all’ultimo arrivò Diaz, che cambiò la squadra».
«Il Como va valutato sul doppio impegno, però tiene incollati alla tv. In generale non c’è questa distanza tra l’Inter e le altre. Juve e Milan hanno il dovere di giocarsela, Roma e Napoli hanno lo status da grande. E Gattuso alla Lazio sta facendo un gran lavoro».
«Ma è un’arma a doppio taglio. Da una parte ti senti invincibile, dall’altra non è sempre domenica».
«Assolutamente sì perché ha solidità difensiva, fisicità a centrocampo e davanti gente davvero forte».
«Ci sono meno proteste, ci si rialza da terra e il gioco è accelerato. E succede anche nei settori giovanili. Io lo vedo con i ragazzi che alleno in U17: emulano quelli grandi, nel bene e nel male. Spero che il trend non cambi. il mio amico Vialli diceva che le idee invecchiano presto».
«Per me gli arbitri dovrebbero fischiare di più, sennò diventa rugby. E non si può pensare che il Var sparisca».
(Corriere dello Sport)