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Bessent agli alleati: "O siete con noi o contro di noi per l'isolamento economico dell'Iran"


Medio Oriente

Italia-Francia-Germania-Uk:"Stop insediamenti in Cisgiordania". Trump annuncia un D-Day economico contro l'Iran. Araghchi: distoglie l'attenzione dal debito Usa.Financial Times: Iran minaccia basi Usa in Europa. Nato pronta a reagire.

IL PUNTO - Scontro sugli insediamenti nel corridoio E1: scontro tra Londra e Israele, condanna da Francia, Germania e Italia

È scontro aperto tra il Regno Unito e Israele sui piani di espansione degli insediamenti ebraici nel distretto strategico E1, situato tra Ma'aleh Adumim e Gerusalemme. La polemica si è accesa dopo le dure parole del Ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, che ha definito l'iniziativa "inaccettabile, distruttiva e pericolosa per la soluzione dei due Stati". Alle critiche di Londra si è affiancata una dichiarazione congiunta firmata da Francia, Germania, Italia e Regno Unito, in cui i quattro Paesi europei chiedono con fermezza al governo israeliano di fermare la pubblicazione dei bandi di gara, evidenziando come il progetto E1 rischi di spezzare la continuità territoriale della Cisgiordania e di compromettere definitivamente la nascita di uno Stato palestinese.

La replica di Tel Aviv non si è fatta attendere. Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha respinto categoricamente le accuse, bollando il tono di Miliband come "paternalistico" e ricordando che le decisioni sullo sviluppo dell'area risalgono al 2025. Sa'ar ha inoltre attaccato la Gran Bretagna accusandola di fare la predica al popolo ebraico mentre continua a controllare territori coloniali a migliaia di chilometri dalle proprie coste, attribuendo le colpe unicamente a Israele ed ignorando l'estremismo palestinese.

Il progetto in questione, concepito originariamente negli anni '90 e a lungo congelato per le pressioni internazionali, ha subito un'accelerazione con l'annuncio del sindaco di Ma'aleh Adumim, Guy Yifrach, circa l'avvio della costruzione delle prime 1.400 unità abitative. I piani approvati nell'agosto 2025 prevedono in totale 3.412 nuove abitazioni su un'area di 12 chilometri quadrati, un intervento che porterebbe circa 12.000 nuovi residenti e che già la scorsa estate il ministro di estrema destra Bezalel Smotrich aveva definito come il "colpo di grazia" per le aspirazioni statali palestinesi, suscitando forti preoccupazioni anche da parte dell'Alto rappresentante dell'UE Kaja Kallas.

Mentre la pressione diplomatica internazionale aumenta, la battaglia si sposta anche sul piano legale interno. Un cartello di organizzazioni per i diritti umani e di comunità palestinesi ha infatti presentato ricorso al Tribunale distrettuale di Gerusalemme per chiedere un'ingiunzione provvisoria che blocchi e congeli la prima gara d'appalto nell'area strategica che collega il nord e il sud della Cisgiordania.

L'israeliana Channel 13 riporta che l'Unione Europea sta preparando un pacchetto di sanzioni contro Israele in caso andasse avanti con il progetto di insediamenti

Secondo quanto riportato dalla tv israeliana Canale 13, l'Unione Europea sta preparando un pacchetto di sanzioni contro Israele qualora Tel Aviv dovesse portare avanti il suo progetto di costruzione di un grande insediamento nella zona E1 della Cisgiordania. La rete televisiva riferisce, citando due diplomatici occidentali, che l'UE ha elaborato un elenco di sanzioni iniziali da imporre qualora i lavori di costruzione avessero inizio, sanzioni a cui gli Stati Uniti non si oppongono.  Si dice che il piano preveda l'etichettatura dei prodotti provenienti da Israele, non solo dagli insediamenti in Cisgiordania, nonchè la riduzione delle collaborazioni accademiche e l'interruzione di alcune collaborazioni in materia di sicurezza e diplomatiche. L'ampliamento della E1 collega le aree di Gerusalemme e Ma'ale Adumim, vanificando di fatto la prospettiva di una presenza palestinese contigua tra i centri abitati di Betlemme, Gerusalemme Est e Ramallah, da tempo considerata la base per uno Stato palestinese. Il progetto e' rimasto bloccato per lunghi anni a causa della forte opposizione della comunità internazionale, comprese le precedenti amministrazioni statunitensi, che temevano che la costruzione di un nuovo quartiere di insediamenti su un'area in gran parte disabitata avrebbe precluso la creazione di uno Stato palestinese contiguo e vitale.  Le unità abitative oggetto della gara d'appalto sono alcune delle circa 3.400 unità abitative E1 che hanno ricevuto il via libera nell'agosto del 2025. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich all'epoca elogiò il piano di espansione E1, affermando che "cancella praticamente l'illusione dei due Stati" dividendo il territorio che sarebbe stato destinato a uno Stato palestinese.

L'amministrazione Trump intende impedire per il secondo anno consecutivo al presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas

L'amministrazione Trump intende  impedire per il secondo anno consecutivo al presidente dell'Autorità  nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, di recarsi a New York il mese  prossimo per intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.  Lo riferisce il Times of Israel, citando un funzionario statunitense.   Già nell'agosto dello scorso anno il Dipartimento di Stato aveva  negato o revocato i visti a esponenti dell'Autorità palestinese e dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), compreso Abbas, che aveva poi partecipato all'Assemblea generale in  collegamento video. Washington aveva motivato la decisione accusando  l'Autorità palestinese di "non rispettare i propri impegni" e di  "compromettere le prospettive di pace". La misura era arrivata mentre  Francia e Arabia Saudita spingevano per il riconoscimento dello Stato  di Palestina e per rilanciare la soluzione dei due Stati, iniziativa  contestata da Israele.

Dichiarazione congiunta dei leader di Italia, Francia, Germania e Regno Unito su insediamenti in Cisgiordania

Dichiarazione congiunta dei leader di Italia, Francia, Germania e Regno Unito su insediamenti in Cisgiordania (@10DowningStreet d)

Bessent

Bessent (X @clashreport)

Bessent lunedì spiegheremo cosa faremo per l'Iran, faremo collassare il regime - 20 agosto 2026

Bessent lunedì spiegheremo cosa faremo per l'Iran, faremo collassare il regime - 20 agosto 2026 (AFP)

Aoun al Papa: grazie per sostegno a ritiro Israele

Il presidente libanese, Joseph Aoun, oggi in Vaticano, "ha esortato il Papa e i funzionari del Vaticano a proseguire gli sforzi diplomatici in tutti i forum internazionali per soddisfare le richieste libanesi, prima fra tutte l'obbligo per Israele di attuare le disposizioni dell'accordo quadro, firmato sotto l'egida degli Stati Uniti d'America il 26 giugno dello scorso anno, e la cessazione delle aggressioni quotidiane che prendono di mira in particolare i civili, le infrastrutture, le strutture civili e i villaggi nel sud del Paese". Lo ha scritto la presidenza libanese su X.
Aoun, che ha donato al Santo Padre un busto del Beato Patriarca Elias al-Huwayyik, che include le sue reliquie, ha inoltre chiesto al Santo Padre e alla Sede Apostolica "di sostenere il Libano nel raggiungimento del completo ritiro israeliano dai territori libanesi occupati, aprendo la strada alla ricostruzione di cio' che Israele ha distrutto e al ritorno degli sfollati alle loro terre e ai loro villaggi. Il presidente ha affermato che questi passi devono coincidere con l'estensione dell'autorita' dello Stato libanese su tutti i suoi territori e con il monopolio delle decisioni di guerra e di pace nelle sue mani, quale unica via per raggiungere la sicurezza e la stabilita' lungo i confini". 

Il presidente libanese ha rinnovato il suo ringraziamento a Papa Leone XIV "per tutti gli sforzi profusi a sostegno del Libano nel raggiungimento delle sue richieste di porre fine all'occupazione e alle aggressioni israeliane sul suo territorio", scrive la presidenza libanese in un post su X. Aoun, in Vaticano per l'udienza con il Pontefice, lo ha anche esortato "a continuare a sostenere tali richieste, prima fra tutte l'obbligo per Israele di attuare le disposizioni dell'accordo quadro, la cessazione immediata delle aggressioni contro i villaggi e le infrastrutture del sud e contro i civili, e il ritiro dalle aree occupate". 

Le dichiarazioni di Aoun sono state rilasciate durante l'incontro il Papa, seguito da quelli con il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin e il ministro degli Affari Esteri Richard Gallagher.
Aoun è giunto alle 9 e 30 in Piazza San Damaso in Vaticano, dove è stato accolto dal capo delle Cerimonie Xavier Fernandez Gonzalez, che lo ha accompagnato, insieme alla Guardia Pontificia, all'ufficio di Sua Santita' il Papa. Qui ha avuto un incontro privato di mezz'ora, seguito dall'incontro del Presidente Aoun con il Segretario di Stato vaticano e il Ministro degli Affari Esteri vaticano, durante il quale li ha informati sugli ultimi sviluppi in Libano e sulle ripetute aggressioni israeliane contro villaggi, infrastrutture e civili libanesi.
Durante i due incontri, si legge ancora su X, Aoun ha ringraziato la Santa Sede per tutti gli sforzi profusi a sostegno del Libano sin dall'ultima visita del Sommo Pontefice. Ha poi illustrato gli sviluppi politici, economici e di vitale importanza che il Libano ha attraversato di recente. 

Papa Leone XIV con il presidente libanese Aoun - 20 agosto 2026

Papa Leone XIV con il presidente libanese Aoun - 20 agosto 2026 (afp)

Il Financial Times: se Trump ordina escalation Iran valuta attacco a basi Usa in Europa

(di Antonella Alba)Teheran ha preso in considerazione la possibilità di attaccare obiettivi militari americani in Europa qualora il presidente Usa, Donald Trump, decidesse di intensificare il conflitto. E' quanto riporta oggi il Financial Times citando "due fonti interne al regime", secondo cui sarebbero stati valutati obiettivi in Bulgaria e a Cipro. E non solo.

La Bulgaria, ricorda il quotidiano britannico, il mese scorso ha autorizzato l'utilizzo della sua base aerea di Bezmer per il rifornimento in volo degli aerei statunitensi. Una delle fonti ha aggiunto che anche Cipro - dove una base aerea britannica è stata colpita da un drone lo scorso marzo - è tra i potenziali obiettivi di rappresaglia in caso di una nuova offensiva statunitense. 

Le stesse fonti hanno indicato che le forze iraniane hanno anche valutato la possibilità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz qualora il conflitto dovesse intensificarsi. "Se gli Stati Uniti dovessero spingersi troppo oltre, l'Iran si difenderà a qualsiasi costo, estendendo le sue azioni oltre la regione e colpendo anche l'Europa", ha dichiarato la seconda fonte.

In realtà le fonti hanno ricordato come anche l'attacco lanciato il mese scorso contro una base Usa in Giordania - in cui sono rimasti uccisi tre soldati americani - sia stato l'attacco a lungo raggio più preciso mai condotto dalle forze iraniane: "un messaggio chiaro all'Europa: può ricevere missili, quindi deve sapere quale posizione deve assumere in questa guerra", ha dichiarato la prima fonte…CONTINUA A LEGGERE QUI

Una donna passa davanti a uno striscione raffigurante il lancio di missili con l'emblema della Repubblica islamica dell'Iran nel centro di Teheran

Una donna passa davanti a uno striscione raffigurante il lancio di missili con l'emblema della Repubblica islamica dell'Iran nel centro di Teheran (afp)

Stretto di Hormuz

Stretto di Hormuz (ipa)

Nuovo video shock di Ben-Gvir: mostra il cantiere della forca per i palestinesi

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha diffuso un video in cui mostra il cantiere del patibolo sul quale, sostiene, saranno impiccati i terroristi palestinesi. Nel video, che sta circolando sui social, il ministro dell'ultradestra afferma inoltre che nella struttura ci saranno dei punti da cui si potrà assistere alle esecuzioni capitali "come negli Stati Uniti".
"Ecco la struttura, è qui che verranno giustiziati i terroristi - afferma Ben-Gvir di fronte a un cantiere - Ci sarà una forca per l'impiccagione, sale da cui le vittime dei crimini potranno venire ad assistere come si fa negli Usa. Stiamo mantenendo la promessa fatta, c'era chi la sottovalutava, c'era chi la prendeva in giro: questo posto ora sta iniziando a prendere forma, la struttura è in costruzione".

L'Iran minaccia le basi americane in Europa (Video)