Redazione 25 agosto 2026 19:45
Sarà eseguita nei prossimi giorni, all'Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, l'autopsia sul corpo della bambina di 4 anni morta per difterite. I genitori, che avevano deciso di non vaccinare la figlia e che ora risultano indagati dalla procura di Palermo per omicidio colposo, hanno nominato come proprio consulente di parte il professore Maurizio Municinò, specialista in Medicina legale, igiene e prevenzione, che potrebbe avere un ruolo anche nella denuncia presentata dalla coppia nei confronti degli ospedali che hanno avuto in cura la bambina. Nel frattempo è arrivata la conferma sul caso da parte dell’Istituto superiore della sanità: “Le indagini sui campioni giunti da Palermo hanno dato esito positivo per il Corynebacterium diphteriae e rilevato il gene della tossina responsabile della difterite respiratoria che ha causato il decesso”.
"Siamo di fronte a un caso acclarato - afferma l'assessore regionale siciliano alla Salute, Marcello Caruso, durante una visita a Gela - ma ancora gli organismi preposti non ci parlano di un'emergenza epidemiologica. Stiamo attendendo i dati che si stanno portando avanti attraverso uno screening da parte dell'Asp di Palermo per carpire esattamente qual è la realtà del contagio. Ad oggi non ci risulta sia così significativa per parlare di emergenza. È un dato che va attenzionato con la massima cautela”. Di certo, stando agli ultimi numeri diffusi dal ministero della Salute, la Sicilia ha ancora molta strada da fare sul fronte della prevenzione: secondo i dati del 2024 il 15% dei bambini dell’Isola non ha concluso il ciclo vaccinale obbligatorio.
La percentuale di adesione nell’Isola al ciclo vaccinale completo di tre dosi contro polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B - stando al report - è pari all'85,13%, la più bassa in Italia, contro una media nazionale del 94,46%. Le percentuali sono sensibilmente in crescita, 87,98%, ma sempre sotto la media nazionale di oltre 6 punti, per le vaccinazioni contro il morbillo, parotite, rosolia, varicella (una dose entro 24 mesi). Per i nati nel 2021, invece, la protezione vaccinale oscilla tra l'89,49% e il 91,16% - peggio della Sicilia c'è solo Bolzano - rispetto alla media nazionale di poco oltre il 95%. Decisamente meglio le percentuali per i nati nel 2020, dove la Sicilia, invece, per la maggior parte delle coperture vaccinali supera il 93% (95% la media nazionale).

“Un’enormità”, ha commentato Walter Ricciardi, docente di Igiene alla Cattolica di Roma. Alla luce di questi numeri l’infettivologo Matteo Bassetti ha proposto di valutare la possibilità di rinviare l’apertura delle scuole primarie in Sicilia “per renderle sicure e verificare puntualmente le coperture vaccinali e gli eventuali recuperi”. Un’idea che fino ad ora non sarebbe stata valutata a livello istituzionale. La Regione, infatti, ha pensato piuttosto di istituire una task force per monitorare i casi e potenziare le vaccinazioni. Tra i compiti quello di gestire e incentivare la collaborazione tra Asp, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale e università, anche alla luce del boom di vaccinazioni registrato negli ultimi giorni.
La tragedia della bambina ha riportato indietro le lancette del tempo al periodo della pandemia Covid, quando i “no vax” sostenevano la correlazione tra i vaccini e alcune malattie. Per questo motivo l’Iss è tornata a ribadire alcuni concetti scientifici: “L’immunizzazione contro la difterite, contenuta nel vaccino obbligatorio esavalente, è una vaccinazione sicura e efficace". Questa vaccinazione, spiegano dall'Iss, "ha consentito, dal 1939 al 2015, come stimato da uno studio italiano dell'Istituto, di prevenire circa 2 milioni di casi ogni anno. Grazie ai programmi vaccinali, sin dagli anni Settanta, come riportato dall'Istat, nel nostro Paese si è passati dai 2.000 decessi all'anno, in bambini fino ai 5 anni, a nessun decesso alla fine degli anni '70 fino al 2015".
L'Iss fa chiarezza anche su uno dei temi spesso chiamati in causa dai no-vax: "La presenza di una possibile associazione causale tra vaccinazioni e autismo - assicurano gli esperti - è stata estensivamente studiata e una revisione recente dell'Organizzazione mondiale della sanità su 57 studi pubblicati dal 2010 al 2025 ha confermato l'assenza di una correlazione". L'ipotesi che in particolare la vaccinazione anti morbillo-parotite-rosolia potesse essere associata ad autismo era stata sollevata negli anni Novanta da uno studio inglese pubblicato nel 1998 su The Lancet, ripercorre l'Iss. L'ipotesi è stata successivamente valutata da numerosi studi condotti sia in Europa che negli Usa, "ma nessuno di questi ha confermato che possa esserci una relazione causale tra vaccino Mpr e autismo. Gli stessi autori dello studio inglese hanno successivamente ritirato le loro conclusioni e nel 2010 la rivista The Lancet, ha formalmente ritirato tale articolo".