
di Nicola MICCIONE
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domenica 6 settembre 2026, 10:25 - Ultimo aggiornamento: 11:10
Quando la chiamata è arrivata al 112 si è subito capito che dall’altra parte della cornetta c’era un ragazzino. «Mio papà sta picchiando la mamma», l’allarme lanciato da un 11enne. I carabinieri sono arrivati nell’abitazione di Bitonto dove si stava consumando quella che probabilmente era l’ennesima violenza contro la donna, ma l’uomo, un 38enne del posto, si era già allontanato. La sua fuga, però, non è durata molto. È stato arrestato poco dopo, accusato di maltrattamenti in famiglia perché la vittima ha deciso di raccontare i casi precedenti. La cosa certa è che l’intervento del figlio ha salvato la donna.
L’allarme è scattato lo scorso 31 agosto, quando è arrivata la chiamata del giovanissimo, secondo di due figli, turbato per l’ennesima immagine di violenza del padre nei confronti della madre, colpita «con schiaffi e pugni al volto». La donna, dopo essersi sottratta alla furia dell'uomo, sarebbe stata raggiunta dal 38enne che «la afferrava da dietro e tentava di strangolarla». In quei frangenti il figlio piccolo, testimone delle violenze, con lo smartphone ha composto il numero unico d’emergenza. «Venite, papà sta picchiando mamma», il tenore della chiamata. I militari della stazione cittadina sono arrivati sotto casa, in strada privata Lovascio, ma quando sono entrati nell’appartamento l'uomo si era allontanato a bordo della propria bicicletta elettrica.
Rintracciato in via Galilei, è stato arrestato, mentre la donna, in caserma, ha ribadito che gli episodi di violenza andavano avanti da giugno, quando ha scoperto che l'uomo faceva uso di cocaina. Inoltre «dopo uno degli episodi aggressivi», è stata costretta «ad allontanarsi dall'abitazione con i figli minori», è scritto agli atti. L’inizio delle tensioni familiari sarebbe iniziato il 27 giugno scorso, quando la donna avrebbe rinvenuto una dose di cocaina nascosta nel borsello dell'uomo che, dopo averla scoperta, l'avrebbe aggredita, minacciandola di morte («Ti devo uccidere», avrebbe detto), e «successivamente - ha raccontato la donna - mi spingeva con forza facendomi rovinare al suolo».
Un'aggressione che ha costretto la donna, insieme ai figli, «a lasciare casa - ha detto ancora - per trasferirci presso l'abitazione dei miei genitori», prima di tornare a fine luglio. «Ad agosto - ha raccontato la donna - il suo stato di tossicodipendente non è cessato, anzi è peggiorato», fino a raggiungere il culmine nell'ultima aggressione alla madre sventata dal figlio. Nel corso dell'udienza di convalida, il 38enne, difeso dall'avvocato Giuseppe Galliani, è finito di fronte al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu. Non ha risposto e il magistrato ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, al Rucci, considerato «il pericolo di recidiva, non solo concreto, ma anche pienamente attuale».
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