FRIULI VENEZIA GIULIA - Partite le azioni legali dell’assessore regionale alla Salute e alla Protezione civile Riccardo Riccardi «a tutela della sua reputazione personale e istituzionale» dopo che gli sono state attribuite responsabilità riguardo l’affidamento per la realizzazione del concerto di Andrea Bocelli il 7 maggio a Gemona, in occasione del 50° del terremoto, ed è stata ventilata una partecipazione della società del figlio all’evento.
Scenari sostenuti in concomitanza con la diffusione della notizia di un esposto all’Anac, l’Autorità anticorruzione, sulla procedura negoziata per il concerto e immediatamente smentiti con carte alla mano dai due interessati. Ora la prosecuzione della vicenda in tribunale, con un risvolto a sorpresa: anche la ricerca di un possibile "mandante politico".
Ieri l’avvocato udinese Maurizio Miculan ha proceduto con un atto avanti alla Procura della Repubblica di Milano.
Innanzitutto, ricostruisce il legale, l’assessore si è limitato a far parte del «Comitato per il cinquantennale del terremoto in Friuli» costituito alla Protezione Civile, che ha individuato nell’artista Bocelli il profilo ideale per un evento di tale portata, e l’assessore non ha partecipato, a nessun titolo, alla procedura di affidamento dell’incarico relativo all’organizzazione dell’evento. Quanto poi al figlio dell’assessore o società ad esso riferibile non hanno avuto alcun tipo di incarico nell’organizzazione o svolgimento dell’evento. Si contestualizza, inoltre, il valore istituzionale del concerto, evidenziando che «risulta a tutti che la manifestazione ha avuto un indiscutibile successo di pubblico e mediatico, stante la caratura internazionale dell’artista prescelto».
Inoltre, «l’interesse nasce temporalmente anche a seguito di un sondaggio effettuato da Swg sul gradimento dei politici regionali che vede l’assessore Riccardi come il più “popolare” tra gli stessi».
Premesse che consentono al legale di chiedere nella denuncia-querela presentata «lo svolgimento di investigazioni finalizzate alla individuazione di un possibile mandante politico di una campagna diffamatoria in vista delle prossime elezioni», quelle regionali previste nel 2028, ma forse anticipate al prossimo anno.
L’avvocato ha anche già «evidenziato degli elementi di sicura valenza indiziaria da me raccolti in questi giorni che potranno consentire alla Procura adita l’attivazione di ogni utile attività investigativa volta a far luce sull’accaduto».
L’assessore Riccardi, conclude l’avvocato, «nutre la massima fiducia nell’operato della magistratura e resta in attesa delle determinazioni della stessa».
Una lettura politica della vicenda è stata fatta sin da subito in diversi ambienti, favorita dal fatto che la notizia dell’esposto è arrivata da ambienti non ostili al centrodestra. Un atto interpretato come la prosecuzione di una lotta interna al centrodestra. Obiettivo ultimo, agguantare la presidenza della Regione nella prossima tornata elettorale (2028 ma, forse, 2027), posto che il presidente Massimiliano Fedriga non potrà candidarsi per il terzo mandato.
Sull’evoluzione del caso, caustica la segretaria regionale del Pd, Caterina Conti: «Nel centrodestra volano le denunce e le spaccature si approfondiscono. L’avvicinarsi delle elezioni e lo scontro tra fazioni e ambizioni fanno esplodere tensioni enormi. Una guerra intestina di cui abbiamo già visto le prove generali: sono queste le priorità del centrodestra, non sanità, prezzi, famiglie e imprese».