
Bollo auto abolito per le auto di piccola e media cilindrata

Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su Google
Roma, 18 settembre 2026 - Il taglio del bollo apre due confronti: sulle coperture con le Regioni e sul dialogo con il governo nel campo largo. Alla lettera di Elly Schlein sull’energia Giorgia Meloni risponde promettendo una valutazione “senza pregiudizi”. Ma Giuseppe Conte e Angelo Bonelli respingono la collaborazione. Intanto il decreto viene emanato dal Quirinale e la maggioranza studia come allargare l’esenzione oltre le auto fino a 80 kW e le moto.
La garanzia del governo di compensare il mancato gettito trova il favore del presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Dalla Toscana Eugenio Giani denuncia invece un decreto “tarpa-sanità”: stima una perdita di 300-350 milioni contro poco più di 100 milioni di ristori. Cifre da verificare sul riparto definitivo, non un ammanco già accertato. Giani giudica l’operazione “palesemente incostituzionale”, contestando l’impiego di risorse per investimenti a copertura di entrate correnti. In serata arriva una smentita direttamente da Porta a Porta: Bruno Vespa ha chiamato Palazzo Chigi e la risposta è stata: “Non ci saranno tagli alla sanità regionale”.

La presidente del consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa a palazzo Chigi
Schlein propone un’intesa sull’impiego dei 14 miliardi che l’Italia potrebbe utilizzare entro il 2028 per la transizione energetica. Tra gli interventi indica il riequilibrio delle tasse fra elettricità e gas. È un’offerta sul merito delle politiche energetiche, non un sostegno all’esenzione del bollo. Da Oslo Meloni apre: "Se ci saranno delle proposte utili le prenderò in considerazione”. Ma polemizza con le opposizioni che, dice, “quasi quasi” chiedono di pagare il bollo pur di contestare il governo.
"Io parlo per me”, premette Conte. A Dritto e Rovescio, ricorda le precedenti proposte di collaborazione, a cominciare dal salario minimo: “Meloni ci ha preso in giro e ci ha sbattuto la porta in faccia”. Sull’energia esclude un’intesa con un governo che vuole riprendere le trivellazioni: “Oggi non ci sono le condizioni per lavorare insieme”. Bonelli aveva già definito “incomprensibile” la mano tesa di Schlein: “Dobbiamo fare solo opposizione”.
La divergenza riguarda il rapporto con Palazzo Chigi: Schlein propone un negoziato circoscritto, Conte e Bonelli giudicano incompatibili la collaborazione e l’indirizzo energetico del governo. La conseguenza immediata è che la lettera dem non esprime una posizione condivisa del campo largo. Non è l’annuncio di una rottura dell’alleanza, ma mette in evidenza un problema di metodo: condividere la critica al governo non significa concordare su quando e come trattare. Sul tavolo, oltre alle misure, c’è la possibilità stessa di confronto.
Nella maggioranza Marco Osnato propone di alzare il limite di potenza per le famiglie con più di tre figli; si valutano agevolazioni per gli autonomi che usano mezzi più potenti per lavoro. Salvini chiede una riduzione del superbollo oltre 185 kW. Sono proposte ancora da finanziare. Meloni assicura che l’abolizione è "pensata per essere strutturale, quindi definitiva”. Ma il decreto copre soltanto il 2027, per poco meno di 2,4 miliardi. Secondo valutazioni dei tecnici una fetta dei fondi deriva da economie sulle risorse nazionali che accompagnano il Pnrr, non dai finanziamenti europei. Per i due anni successivi serviranno circa altri cinque miliardi: la manovra dovrà dare continuità all’esenzione e coprire gli eventuali ampliamenti. Nel frattempo Matteo Renzi ricorda le critiche di Meloni alla sua proposta del 2016; lei rivendica la differenza fra annunciare e realizzare. La partita resta nelle coperture, nei ristori regionali e nella platea dei beneficiari.
© Riproduzione riservata