okayduckyachtclub.xyz

Bologna, l’ora di fare un punto: tanto nervosismo e pochi risultati, i dirigenti incontrano Tedesco


  1. Home
  2. Bologna
  3. Sport
  4. BFC
  5. Bologna, l’ora di fare un punto: tanto nervosismo e pochi risultati, i dirigenti incontrano Tedesco

Il ko di Napoli è il terzo su quattro gare: da Casteldebole la fiducia al tecnico è totale, ma serve la svolta. E nel summit odierno verrà firmato anche il ricorso per avere l’allenatore in panchina sabato col Torino

Da sinistra: Giovanni Sartori, Claudio Fenucci, Domenico Tedesco e Marco Di Vaio

Da sinistra: Giovanni Sartori, Claudio Fenucci, Domenico Tedesco e Marco Di Vaio

Google

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google

Seguici

Bologna, 15 settembre 2026 – Summit in vista a Casteldebole: tra la dirigenza e Domenico Tedesco. E’ giorno di riposo, per la squadra: di confronto tra il tecnico e i vertici rossoblù. La panchina non trema, è bene specificarlo. Ma c’è la necessità di analizzare nel dettaglio la situazione, il momento, gli umori e un percorso che nelle ultime settimane ha segnato passi indietro non in linea con le parole spese da dirigenza e tecnico. Un punto in quattro giornate, l’espulsione di Tarozzi all’esordio e quella di Tedesco alla terza giornata: tra l’altro oggi dirigenza e tecnico firmeranno il ricorso che sarà discusso probabilmente giovedì, con la speranza che il mister possa tornare in panchina col Torino.

A condire il tutto, un Bernardeschi che alla vigilia dell’esordio in campionato ha chiesto un incontro al tecnico dicendo di preferire giocare sull’esterno mandando all’aria un’intera estate di prove da mezzala al centro del progetto tecnico e il caso Skorupski a poche ore da Napoli-Bologna. Soprattutto una prestazione al Maradona che rappresenta due passi indietro rispetto alle ultime uscite, quando la ricostruzione imporrebbe passi avanti.

E’ momento duro, durissimo, in casa Bologna. E la gara col Toro si preannuncia già fondamentale per nervi, classifica ed equilibri. Equilibri ancora tutti da trovare e allora anche per questo ecco il faccia a faccia, voluto per cercare insieme il percorso da seguire, con la consapevolezza che pure Thiago Motta e Vincenzo Italiano, al loro primo anno, impiegarono un paio di mesi per ingranare. "Stiamo giocando bene, non vedo preoccupazioni se non di classifica e punti", aveva dichiarato Tedesco alla vigilia del Maradona. Ma a Napoli il Bologna non solo non ha giocato bene, non ha proprio giocato.

E nel pre-gara, il diesse Di Vaio, alla domanda se il Bologna fosse uscito indebolito dal mercato, aveva risposto così: "Non sono d’accordo, è stata mantenuta un’ossatura e in mediana abbiamo due giocatori che hanno fatto il mondiale". Già, ma Moro e Ferguson in coppia dall’inizio non si sono ancora visti, Ferguson viene adattato nel ruolo che fu di Freuler e per quanto si sbatta appare oggi depotenziato e fuori contesto, mentre il croato, che aveva ricevuto una ricca offerta da 14 milioni in 4 anni dall’Al Jazira che il club non ha accolto non ha ancora visto il campo da titolare.

La scommessa di puntare su lui e Pobega da titolarissimi, reduci dagli anni della Champions e dell’Europa League quando però protagonista con continuità non era, ancora non paga e pure da parte loro, bisognerà attendersi un passo avanti perché un passo avanti possa farlo pure il Bologna, chiamato ad amalgamare vecchia e nuova guardia e contemporaneamente a far sposare le idee del nuovo tecnico, che dalla propria linea fin qui non ha derogato. E’ un Bologna a metà, quello di oggi, che ha predicato la linea giovani in estate e che è tra le squadre con l’età media più alta per undici titolare schierato e che ha blindato i suoi senatori. Ora dirigenza e tecnico devono chiarire la linea da seguire.

© Riproduzione riservata