
In piazza Prampolini venerdì pomeriggio si sono riversati oltre 300 manifestanti

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Reggio Emilia, 30 agosto 2026 – “Ci hanno ascoltato, valuteranno le nostre proposte e risponderanno entro tre giorni, ma i lavori non cominceranno prima del 17 settembre”. È quanto hanno detto gli attivisti, come svela in un post sui social il professor Ugo Pellini, botanico ed ex membro della consulta verde del Comune, convinto manifestante contro il progetto di Conad al posto di Bosco Ospizio. L’entusiasmo degli ambientalisti è palpabile il giorno dopo la grande protesta in piazza Prampolini che ha visto oltre trecento persone (qui la solita battaglia dei numeri, l’assemblea per il Bosco parla di 500, ma dalle stime ufficiose sono un po’ meno) sostenere la delegazione al summit in Comune con sindaco e Conad.
Rispetto alle settimane scorse, la tensione tra le parti è calata e i toni si sono maggiormente distesi. Si cerca una mediazione rispetto al progetto Pru Ospizio che prevede un supermercato, una nuova biblioteca, polo sociale e casa della comunità con ambulatori medici. Seppur la grande speranza degli attivisti sia quella di fermare in toto il progetto come richiesto per evitare l’abbattimento degli alberi – o quantomeno sospendere i lavori fino alla pronuncia definitiva (ci potrebbero volere anche anni) del Tar sul ricorso presentato da Legambiente ancora pendente ma respinto nella richiesta cautelativa di sospensione lavori – a meno di clamorosi ripensamenti, Conad realizzerà comunque il progetto.
Ma è positivo per ambedue le parti (anzi, tre, c’è anche il municipio) il dialogo ripreso su una collaborazione sinergica sul verde e sull’ambiente. Come la proposta di realizzare un bosco urbano di comunità in un’altra area, proprio con l’aiuto di Conad. E magari, i nove attivisti querelati da Conad per aver bloccato le ruspe (tra cui anche lo stesso Pellini come ha già rivelato in passato) sperano anche un ritiro della denuncia. Per ripartire insieme da qui – una sorta di spartiacque, come indicato nell’appello di ieri dei sindacati Cgil, Cisl e Uil – nel nome di politiche ambientali, climatiche e urbanistiche migliori per il futuro.
Al di là di come la si pensi sulla vicenda (ognuno deve essere libero di farlo), delle posizioni del quartiere, degli aspetti tecnici, dei diritti edificatori e dei ‘diritti’ degli alberi, va dato atto agli attivisti di aver smosso le coscienze. E di questo loro stessi sono ben felici e consapevoli. Come scrive lo stesso Pellini: “Il futuro è nostro. Visto su come si stanno mettendo le cose credo che la tregua delle ruspe giochi a nostro favore. E un giorno potremo dire “c’ero anch’io”, come il titolo di una trasmissione televisiva di tanti anni fa”.
© Riproduzione riservata