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Brindisi Parco Cillarese lavori ex Saca: variante argine e sopralluogo 10 settembre


Non ci sarà più la pista ciclabile sull’argine voluto dall’Autorità di bacino per proteggere da eventuali inondazioni il lato del Cillarese in cui si trovano i capannoni ex Saca. Ma, assicurano da palazzo di città, il terrapieno non rappresenterà un muro invalicabile ma sarà, invece, superabile. Almeno a piedi.

L'argine della discordia

La barriera sarà alta tre metri e correrà per circa 500 metri in parallelo al canale Cillarese. Queste le caratteristiche indicate ormai diversi anni fa da Asset, l'Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio, per sbloccare il progetto di recupero dei capannoni ex Saca e degli orti urbani e didattici nel parco del Cillarese. L'Autorità di bacino, infatti, aveva bloccato l'iter delle opere a causa della incompatibilità dei progetti con il Pai, il Piano di assetto idrogeologico. In quell'area, a causa della presenza del bacino e della diga che lo contiene, esiste in effetti un vincolo idrogeologico dovuto all'elevato rischio di allagamento in caso di forti piogge o eventi meteo particolarmente avversi. La stessa Autorità, secondo quanto emerge dalle interlocuzioni tra Comune e Asset, aveva indicato nello stesso parere, come alternativa perseguibile, l'esecuzione di uno studio idraulico di dettaglio con relativa rimodulazione di progetto, per renderlo coerente con la disciplina vincolistica attraverso un'opera di mitigazione della pericolosità idraulica progettata a corredo dello stesso intervento.

Il progetto, poi variato

E così Asset, chiamata in causa dal Comune di Brindisi tramite un apposito accordo di cooperazione, aveva provveduto a rimodulare il progetto con l'inserimento di un argine lungo la sponda destra del canale. La geometria e le dimensioni dell'opera sono state progettate - si legge nello studio idrogeologico - in ragione dei risultati ottenuti dalle analisi idrauliche e dei criteri progettuali scelti, tra questi il criterio di ottimizzare il tracciato del rilevato arginale al fine di garantire il maggior spazio possibile all'espansione della piena, di attribuire all'opera un'altezza tale da garantire il rispetto del franco di sicurezza di 0,50 metri rispetto alla piena cinquecentennale ed in ultimo di realizzare l'opera con accorgimenti tali da rendere la stessa parte integrante del contesto territoriale in cui verrà realizzata, vale a dire il parco urbano. In sostanza, è previsto il rinverdimento delle scarpate. Nella versione precedente del progetto, come accennato, era prevista la realizzazione di una pista ciclabile sulla parte più alta dell’argine ma, da palazzo di città, si è ritenuto che questa previsione fosse irrealizzabile e dunque è stata approvata una variante nella quale questa parte è stata stralciata.

Il parco chiuso

Ma questo non è l’unico cantiere attualmente aperto all’interno del parco del Cillarese, tanto che nei giorni scorsi l’amministrazione, non senza qualche polemica da parte dei tanti fruitori, ha deciso per la chiusura dell’area verde. Nei giorni scorsi, infatti, sono iniziati anche i lavori per l’intervento di “Recupero e rifunzionalizzazione capannoni Ex Saca 1 e Saca 2 - Area del Parco Urbano del Cillarese”. Un progetto che prevede la trasformazione di quello che era un polo polo industriale in un complesso che ospiterà attività educative, formative e culturali. Nel capannone ex Saca 2 è prevista, in particolare, la realizzazione di “Laboratori dedicati alla Cultura Agricola ed Alimentare dei paesi del Mediterraneo”. Nella zona ovest del capannone ex Saca 1 è in corso invece la realizzazione del “Centro ambulatoriale per disturbi dello spettro autistico” mentre la zona est del medesimo capannone ospiterà una “Officina culturale per i servizi socio – educativi urbani- Museo dell’Aviazione”. Interventi per un valore complessivo di 17 milioni di euro.

Il sopralluogo della commissione

Proprio per fare chiarezza sulla situazione del parco del Cillarese, tra chiusura e cantieri, il presidente della commissione Ambiente Roberto Quarta ha convocato per il prossimo 10 settembre un sopralluogo. «I cittadini e le associazioni - sostiene Quarta - chiedono giustamente di capire cosa sta accadendo all’interno di uno dei polmoni verdi più importanti della nostra città. Per questo motivo, al sopralluogo sono stati formalmente invitati a presenziare l’assessore competente, Livia Antonucci, e il dirigente preposto all’esecuzione delle opere. Come Commissione abbiamo il dovere istituzionale di verificare di persona lo stato dei luoghi, la regolarità dei cantieri e la reale portata di questi interventi, garantendo ai brindisini la massima trasparenza e il monitoraggio costante del denaro pubblico e della salvaguardia ambientale».