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Buon compleanno Virginio: Gerry Scotti, 70 anni e una vita da uno di famiglia


Il bambino di campagna (Camporinaldo, 500 anime, frazione di Miradolo Terme, Bassa Pavese), cresciuto ragazzo di città (Milano, periferia est, quartiere Corvetto), diventato uno di famiglia – di circa 26 milioni di famiglie – grazie alla tv, compie oggi 70 anni. Si chiama Gerry Scotti, all’anagrafe Virginio, e il suo ultimo successo si intitola “La ruota della fortuna”, un vecchio format, sì, ma che è stato rinnovato e ridisegnato a sua immagine e somiglianza.

Non bello ma piacente, non piacione ma pacioso, non ruffiano ma simpatico, non affettato ma misurato, divertente ma senza eccessi, ironico ma senza il retrogusto amaro del sarcasmo: praticamente perfetto. Uno con tutte le carte in regola per la popolarità, fedele nei secoli (sono 4 decenni e spicci di tv) alla sua azienda, Mediaset, corteggiato dalla concorrenza, certo, ma che a Sanremo, nel senso del festival, c’è andato solo una volta come in gita, co-conduttore per una sera e senza cachet. Lo amano tutti, i boomer suoi coetanei e quelli della generazione Z (vedere i followers sui suoi social per credere).

La carriera nata per caso

Carriera nata per caso, come nella migliore letteratura del successo: cataloga i dischi in una “radio libera”, si ammala il dee-jay ed è scaraventato in studio. Se la cava. Lo nota Cecchetto. Lo porta prima a Radio DeeJay, poi a DeeJay Television. Virginio – Gerry già dai tempi della scuola – racconta che quando Berlusconi lo vide la prima volta nelle retrovie di Cologno gli diede le stesse chances che avrebbe dato per il video al suo ragioniere brianzolo.

Sbagliava. «Quando ti vedo in tv – gli confessò anni e anni dopo – ovunque io sia, mi sento a casa».

Lui si sente a casa (e trasmette questa sensazione domestica) ovunque: sia davanti alle folle del Festivalbar che di fronte ai concorrenti di “Passaparola”, dalla scrivania di “Striscia la notizia” all’emozione del domandone finale di “Chi vuol essere milionario?”, dai dilettanti allo sbaraglio de “La Corrida” alle gag involontarie di “Paperissima”, dallo stupore de “Lo show dei record” alla fibrillazione delle aspiranti star di “Io canto”, al disincanto dell’attore per gioco nelle sit-com. Professionismo mai algido ma sempre compartecipe, gioco di squadra (lui tifa Milan) dietro e davanti le telecamere, “pupillo” ed “erede” di tanti, da Mike a Vianello.

Vita privata anche questa come milioni: dai filarini da banco di scuola alla moglie (ex) Patrizia, da un figlio (Edoardo, pure lui lavora in tv ma da autore-produttore) ai tre coccolatissimi nipoti (Virginia, come lui, Pietro e Olivia), all’attuale compagna Gabriella che quando le chiedono com’è Gerry a casa, sottolineando il suo puntiglio da Signor Precisino, risponde ironica: «Magari fosse sempre come lo si vede in tv…».

Come si fa a non volergli bene, a uno così? Tanti auguri Virginio, per tutti Gerry.


Ultimo aggiornamento: venerdì 7 agosto 2026, 05:05

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