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Buoni Fruttiferi Postali: investimento record in pochi anni anche per chi ha solo 500 euro - Webnews


I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono titoli di risparmio emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati in esclusiva da Poste Italiane, garantiti dallo Stato italiano fin dal 1924. La loro caratteristica principale, oltre alla sicurezza del capitale, è l’accessibilità: la sottoscrizione minima parte da 50 euro, in multipli della stessa cifra, il che significa che anche chi dispone di appena 500 euro può costruire un piccolo portafoglio diversificato tra diverse tipologie di buono, scegliendo tra durate che vanno dai pochi mesi fino ai 20 anni.

I dati del primo trimestre 2026 confermano l’interesse crescente verso questo strumento. Poste Italiane ha chiuso il periodo con ricavi per 3,5 miliardi di euro, in crescita dell’8% su base annua, il quarto primo trimestre consecutivo con risultati definiti a livelli record dall’azienda.

Buoni fruttiferi postali: così il rendimento è massimo

Le attività finanziarie investite dai clienti del gruppo hanno raggiunto i 606 miliardi di euro, con un incremento di 5,3 miliardi rispetto a dicembre 2025, sostenuto in particolare da una raccolta netta nei prodotti di investimento pari a 1,7 miliardi di euro e da trend commerciali descritti come positivi proprio nel comparto del risparmio postale.

Buoni fruttiferi postali: così il rendimento è massimo-webnews.it

Alcune analisi di settore hanno rilevato, per lo stesso trimestre, un aumento delle sottoscrizioni di buoni fruttiferi del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un segnale che conferma come questo tipo di investimento venga percepito come una scelta prudente in una fase di incertezza sui mercati finanziari. A rendere i BFP particolarmente competitivi contribuisce anche il regime fiscale agevolato, con una tassazione al 12,50% sugli interessi contro il 26% applicato ai conti deposito e il 20% ai conti correnti, oltre all’esenzione dall’imposta di successione.

Sul fronte dei rendimenti, l’offerta attuale comprende diverse tipologie di buono, ciascuna con condizioni differenti. Il Buono Premium a 4 anni offre un rendimento del 3% annuo lordo a scadenza per chi apporta nuova liquidità, mentre il Buono dedicato ai minori può arrivare fino al 4% lordo annuo, restando tra i prodotti più remunerativi della gamma nonostante la riduzione dei tassi massimi intervenuta da giugno 2025, quando il tetto è sceso dal 6% al 5% lordo per i buoni ordinari di più lunga durata.

Per fare un esempio concreto, chi sottoscrive oggi 10.000 euro in un Buono Minori alla nascita di un figlio, mantenendolo fino al compimento dei 18 anni, può stimare un capitale finale intorno ai 22.000 euro netti, con un tasso di rendimento interno che si aggira attorno al 4,6% netto annuo. Le stesse proporzioni si applicano, ovviamente in scala ridotta, anche a chi parte da cifre più modeste come 500 euro, confermando come il meccanismo di capitalizzazione degli interessi renda i BFP uno strumento accessibile indipendentemente dall’entità del capitale iniziale.

Resta il confronto, spesso citato dagli analisti del risparmio, con altri strumenti garantiti come i BTP, generalmente più redditizi ma anche più esposti alle oscillazioni di mercato: una differenza che continua a orientare le scelte di chi preferisce la semplicità e la prevedibilità dei buoni postali a rendimenti potenzialmente più elevati ma meno certi.