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Addio caffé in capsule, tornano di moda i chicchi


Bye bye, caffé in capsule! Tornano di moda i chicchi e le macchine con macinacaffé integrato

Grazia.it — 22 Luglio 2026

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Mentre i prezzi del caffè salgono e Giuseppe Lavazza annuncia la fine dell’era delle capsule, in Italia esplode il ritorno ai chicchi. Ma cosa cambia davvero in tasca e nella tazzina con le nuove macchine con macinacaffè integrato?

«L’era delle capsule è finita». Non lo dice l’amico fissato con l’espresso, ma Giuseppe Lavazza, presidente del gruppo torinese. Nella stessa intervista al Financial Times ha parlato di consumatori che comprano «meno ma meglio» e scegono sempre più il caffè in chicchi e le macchine con macinacaffè integrato.

I numeri confermano il cambio di rotta: secondo i dati NielsenIQ, nell’anno fino a maggio le vendite di caffè in chicchi sono cresciute del 35% in Francia, del 33% in Italia e del 31,2% in Germania. Tradotto: la stecca di capsule in offerta non è più l’unica regina dello scaffale. E vale la pena capire perché, quanto conviene e come organizzarvi se state pensando di fare lo stesso passaggio.

Dall’era delle capsule al ritorno dei chicchi

Per oltre dieci anni capsule e cialde hanno dominato le cucine italiane. Macchine economiche, zero manuale d’uso, risultato abbastanza costante: una rivoluzione nella preparazione domestica del caffè tradizionalmente divisa tra moka e bar sotto casa.

Ora però qualcosa si è spostato. Sempre secondo i dati citati dal gruppo Lavazza, la Germania è il mercato europeo più avanti: il caffè in chicchi ha superato il tradizionale tostato e macinato sugli scaffali. L’Italia segue a ruota, e il segnale è forte proprio perché arriva dal Paese dell’espresso veloce al banco e del consumo “porzionato”. Siamo davanti a una tendenza strutturale più che a una moda passeggera.

Prezzi in salita e “meno ma meglio”: cosa c’è dietro al cambiamento

Il contesto non è neutro. Negli ultimi quattro anni, maltempo e raccolti scarsi hanno fatto impennare i prezzi di arabica e robusta fino a record storici nel 2025. Di solito, quando l’arabica diventa troppo cara, i torrefattori aumentano la quota di robusta per contenere i costi. Questa volta sono salite entrambe, e gli aumenti si sono riversati lungo tutta la filiera, fino allo scontrino.

Lavazza ha spiegato che il mercato resta troppo instabile per pensare a tagli dei prezzi al dettaglio e che ulteriori rincari non sono esclusi. La risposta dei consumatori? Non solo tagliare qualche caffè, ma cambiare prodotto. Si beve magari una tazzina in meno, ma più curata. L’idea di ricreare a casa l’esperienza del bar, nata con la pandemia e il lavoro da casa, è rimasta anche dopo il ritorno in ufficio. E le macchine automatiche con macinacaffè integrato hanno reso questa scelta molto più semplice.

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Caffè in chicchi vs capsule: qualità, costi, sostenibilità

Sul piano del gusto, il caffè in chicchi ha un vantaggio naturale: l’aroma. Finché il chicco è integro, gli oli e i composti volatili restano protetti. Quando il caffè viene macinato, inizia a ossidarsi. Se lo fate al momento, l’impatto è minimo; se il macinato resta settimane in capsula o nel sacchetto, qualcosa si perde. È il motivo per cui molti consumatori raccontano di una tazzina “più profumata” dopo il passaggio ai chicchi.

C’è poi il tema portafoglio. Diverse analisi di siti specializzati nel 2026 stimano un costo medio per tazzina di circa 0,12 euro con il caffè in chicchi, contro circa 0,35 per le capsule compatibili e 0,48 per le capsule originali. A tre caffè al giorno significa più o meno 131 euro l’anno con i chicchi, contro 383 e 526 euro. In pratica, in uno-due anni il risparmio può compensare il prezzo di una buona macchina automatica.

Le capsule restano imbattibili per praticità: si inserisce, si preme un tasto, si butta via. Ma proprio quel gesto finale pesa sulla sostenibilità. Ogni caffè genera un contenitore in plastica o alluminio da differenziare, spesso con qualche difficoltà. Esistono alternative compostabili e programmi di riciclo, ma richiedono attenzione. Con i chicchi, l’unico rifiuto è il sacchetto esterno, di solito riciclabile, a fronte di decine o centinaia di tazzine.

Va detto anche il rovescio della medaglia: il caffè in chicchi chiede un minimo di impegno. Occorre regolare la macinatura, fare prove, pulire il gruppo caffè e il macinacaffè, decalcificare la macchina. Chi beve un espresso ogni tanto e vuole zero pensieri può trovare ancora nelle capsule la soluzione più comoda. Per chi il caffè è un rito quotidiano, invece, la curva di apprendimento viene ripagata.

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Macchine con macinacaffè integrato: il nuovo alleato in cucina

Il cuore di questa evoluzione sono proprio le macchine automatiche con macinacaffè integrato. Hanno un serbatoio per i chicchi, un macinacaffè interno che dosa e macina al momento, e un gruppo infusore che compatta il caffè e lo estrae. In molti modelli potete regolare finezza di macinatura, quantità in tazza, intensità dell’aroma e, nelle versioni più avanzate, preparare cappuccini e latte macchiato premendo un solo pulsante.

I prezzi variano: si parte da qualche centinaio di euro fino a cifre più importanti, dove cambiano qualità dei materiali, silenziosità del macinacaffè, costanza di temperatura, funzioni per il latte e facilità di pulizia. La scelta ha senso soprattutto se in casa bevete almeno tre-quattro caffè al giorno: in questo caso la differenza di costo per tazzina rispetto alle capsule, nel tempo, diventa evidente.

Per chi sta pensando al passaggio, il consiglio pratico è di fare tre passi semplici. Primo: calcolare quanto caffè consumate davvero in una settimana, non “a sensazione”. Secondo: scegliere una macchina con programmi intuitivi di auto-pulizia e un buon servizio di assistenza, più che inseguire mille funzioni che non userete. Terzo: partire con una miscela equilibrata per espresso e conservare i chicchi in un contenitore ermetico al riparo da luce e calore, regolando la macinatura a piccoli scatti.

In pochi giorni il rumore dei chicchi che cadono nel macinacaffè diventa parte della routine di casa. E quel «meno ma meglio» evocato da Lavazza prende concretezza proprio lì, nel vostro angolo caffè in cucina.