Carovita.
23 agosto 2026 alle 01:21
Frongia (Fipe): la vera erosione del potere d’acquisto è determinata da alimentari ed energiaUn euro e 52 centesimi. È il prezzo medio di un espresso a Cagliari e basta la tazzina per riaccendere il dibattito sul caro-vita. Ma per la Fipe Confcommercio Sud Sardegna non sono i pochi centesimi in più pagati al bancone a mettere in difficoltà i bilanci della famiglie. Il vero peso, sostiene l’associazione, arriva soprattutto «dal supermercato e dalle bollette».
I numeri
Secondo il Rapporto della Fipe, a dicembre 2025 in città un espresso costava mediamente 1,52 euro. Tra il 2020 e il 2026, a livello nazionale, i servizi al bar e il prezzo del caffè sono aumentati di circa il 23%, in linea con l’inflazione. Nello stesso periodo, invece, i prodotti alimentari hanno registrato rincari superiori al 30%, mentre per abitazione ed energia l’incremento (cumulato) ha superato il 70%.
A cambiare è soprattutto il peso delle diverse voci sul bilancio familiare. I consumi nei bar rappresentano circa il 2% della spesa, contro il 16% destinato agli alimentari e il 6% alle utenze energetiche. «Non vogliamo minimizzare le difficoltà delle famiglie, perché sappiamo bene che oggi anche pochi euro possono fare la differenza», sottolinea Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna. «Ma non sono i pochi centesimi di adeguamento della tazzina a svuotare il portafoglio. La vera erosione del potere d’acquisto è arrivata dalle spese essenziali».
Il bar
A luglio l’inflazione a Cagliari si attesta al 2,7% su base annua. La voce che comprende abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili cresce però del 7,2%, mentre alimentari e bevande analcoliche segnano un aumento dell’1,4%. Gli stessi rincari, ricorda Fipe, finiscono sui conti dei pubblici esercizi. Materie prime, energia, servizi, personale e affitti pesano sui bilanci di bar e ristoranti. «Quando aumenta la bolletta di una famiglia aumenta anche quella del bar. Quando salgono i prezzi delle materie prime, salgono anche per chi ogni mattina deve alzare la serranda», osserva Frongia. Secondo cui molte imprese negli ultimi anni avrebbero assorbito una parte consistente degli aumenti senza trasferirli sui clienti. Per questo motivo, aggiunge, «parlare di speculazione sul caffè» è ingeneroso.
La Fipe richiama anche il valore sociale della tazzina. «In Sardegna il bar è ancora un luogo di socialità, incontro e comunità», conclude Frongia. Dietro quel costo ci sono lavoratori, energia, servizi. L’invito dell’associazione è dunque a riportare il confronto sulle proporzioni: e con una tazzina che pesa appena per il 2% sui consumi familiari, il bersaglio del caro-vita va cercato soprattutto altrove.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

