Home > Salute > Caffè ‘nemico’ del grasso e alleato dei muscoli, ecco 3 nuovi benefici
Meccanismi ormonali possano spiegare alcune delle correlazioni tra consumo di caffè e salute metabolica
Buone notizie per chi davvero non riesce a iniziare la mattina senza una tazzina di caffè. Uno studio dell’University of Oulu, in Finlandia, ha scoperto che le persone che ne consumavano di più, tendevano ad avere meno grasso totale e addominale, più massa muscolare e indicatori metabolici più sani delle altre. E questo pur avendo un indice di massa corporea (BMI) simile.
Ma non è tutto: stando allo studio, pubblicato sull’European Journal of Nutrition, un maggiore consumo di questa bevanda è stato associato a livelli più bassi di alcuni amminoacidi ‘chiave’, legati all’insulino-resistenza e al rischio di diabete di tipo 2.
“Il caffè viene consumato da milioni di persone ogni giorno, eppure sappiamo ancora sorprendentemente poco su come influisca sul nostro metabolismo e sui nostri ormoni. Ciò che è emersa con chiarezza dai nostri studi è una specifica impronta ormonale, che non è scomparsa nemmeno dopo aver preso in considerazione l’indice di massa corporea e lo stile di vita, con differenze tra uomini e donne”, afferma Luca Verroest, autore principale dello studio e dottorando presso l’Università di Oulu.
Il caffè viene bevuto ogni giorno in tutto il mondo e, certo, questo non è il primo lavoro a metterlo sotto la lente. Precedenti ricerche lo hanno associato a un ridotto rischio di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Purtuttavìa non si comprendono ancora appieno i processi biologici che potrebbero spiegare simili correlazioni. La ricerca finlandese ora suggerisce che il consumo regolare di caffè sia associato a una composizione corporea più sana, a marcatori metabolici favorevoli e a modelli distinti di ormoni sessuali in uomini e donne.
I ricercatori dell’University of Oulu hanno analizzato i dati di 2.264 persone di 46 anni che hanno partecipato al Northern Finland Birth Cohort Study del 1966. Il team ha esaminato la relazione tra l’assunzione abituale di caffè e i metaboliti circolanti, gli indicatori di rischio cardiometabolico e i livelli di ormoni sessuali.
Le persone che consumavano più caffè tendevano ad avere livelli inferiori di grasso corporeo totale e di grasso viscerale, insieme a una maggiore massa muscolare. Questo anche se i due gruppi avevano un indice di massa corporea (BMI) simile.
Un maggiore consumo di caffè è stato associato anche a concentrazioni circolanti più basse di aminoacidi a catena ramificata (ACA) sia negli uomini che nelle donne. Se questi biomarcatori sono cronicamente elevati, risultano associati all’insulino-resistenza e a un maggior rischio di sviluppare diabete di tipo 2.
Non solo: negli uomini un maggiore consumo di caffè è stato associato a un profilo glicemico-insulino-dipendente più favorevole, a livelli più elevati di testosterone totale e biodisponibile e a maggiori concentrazioni di globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG). Tuttavia il testosterone libero e l’indice di androgeni liberi erano leggermente inferiori. Le associazioni ormonali erano meno marcate nelle donne.
I risultati, stando al team, suggeriscono la possibilità che meccanismi ormonali possano contribuire a spiegare alcune delle correlazioni già osservate tra consumo di caffè e salute metabolica. Tuttavia, poiché la ricerca è di tipo osservazionale, non può stabilire un legame causa-effetto. Insomma, occorrono ulteriori ricerche per fare piena luce sulla ‘magia’ del caffè, per poter elaborare consigli nutrizionali ad hoc. Nell’attesa, non ci resta che caricare la moka.