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Caffè Versiliana 2026, Bonaccini: 'Diritti sociali avanti a tutto'


L'ex presidente dell'Emilia Romagna ed europarlamentare Dem ha citato il cambio di rotta sul tema woke dell'esponente democratica americana Ocasio-Cortez: "Mi batterò tutta la vita per i diritti civili, ma non possono stare sempre davanti ai diritti sociali, che li devono precedere o affiancare. Solo così parliamo a tutto il Paese e non solo ad una parte. Questo aspetto lo condivido con Conte"

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"Mi batterò tutta la vita per i diritti civili, ma non possono stare sempre davanti ai diritti sociali, che li devono precedere o affiancare": sono queste le parole di Stefano Bonaccini, presidente del Partito democratico, dal palco della Versiliana a Marina di Pietrasanta. L'europarlamentare ed ex presidente dell'Emilia Romagna ha parlato del tema 'woke' e messo in guardia sull'avanzare delle estreme destre in tutta l'Europa.

Bonaccini: "Diritti sociali prima dei civili"

Stefano Bocaccini ha detto che "l'autocritica parte da Ocasio-Cortez, notissima esponente democratica americana". Poi l'europarlamentare ha evidenziato come "in Europa l'estrema destra continua a crescere: in Francia rischiamo che il prossimo presidente della Repubblica sia Marine Le Pen, mentre che la Sassonia vada nelle mani di AfD. In tutta Europa l'estrema destra si trova in un range tra il 15 e il 30%: lo stesso può valere per Vannacci, che ha l'ulteriore vantaggio di presentarsi contro tutti". "Io sono stato il primo presidente di Regione che ha approvato una legge contro l'omotransfobia - ha ricordato - e per l'accesso al fine vita senza ricorrere in tribunale. Mi batterò tutta la vita per i diritti civili, ma non possono stare sempre davanti ai diritti sociali, che li devono precedere o affiancare. Solo così parliamo a tutto il Paese e non solo ad una parte. Questo aspetto lo condivido con Conte".

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Bonaccini su elezioni e alleanza col M5S

Nel suo intervento, Stefano Bonaccini ha toccato anche il tema delle prossime elezioni politiche. Pur considerando che nei suoi "dieci anni di mandato da presidente dell'Emilia Romagna", non ha "sentito la mancanza del Movimento 5 Stelle", l'eurodeputato del Pd ritiene che "se vogliamo avere una possibilità di vincere le prossime elezioni, penso che la loro presenza sia una condizione necessaria". "Dobbiamo tendere a fidarci tra di noi - è la ricetta di Bonaccini per il centrosinistra - altrimenti faremo capire agli elettori che stiamo mettendo insieme una coalizione non per governare l'Italia ma solo per battere gli altri, come nel caso dell'Unione dove siamo durati pochi mesi. Abolirei la parola primarie, ma spenderei le prossime settimane per lavorare sul nostro programma di alternativa. Altrimenti non guadagneremo un voto se pensiamo di vincere solo parlando male di Meloni". 

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Bonaccini: "Salvini e Meloni hanno bisogno di un'Europa debole"

L'ex presidente dell'Emilia Romagna ha affermato che l'Italia è "il Paese che cresce meno di tutti e finiranno i fondi del Pnrr". Perciò l'eurodeputato ritiene che l'attuale governo farò molta fatica con la prossima legge di bilancio perché "l'Italia non sta meglio di prima, c'è poco da ridere sulla pelle di milioni di italiani precari o giovani costretti ad emigrare all'estero". La soluzione è elaborare una proposta alternativa "per provare a rendere questo Paese un po' più giusto, propositivo a livello industriale". Tra gli obiettivi citati da Bonaccini "è necessario aumentare gli stanziamenti in sanità pubblica, non aumentare al 5% la spesa per la difesa, che alle condizioni firmate da Meloni è folle". "Finché in Europa la difesa comune e la politica estera permettono a uno solo di decidere, fin quando non toglieremo il diritto di veto rimarremo un nano politico. La destra di Salvini e Meloni è contraria perché ha bisogno di un Europa debole a cui scaricare tutte le colpe", ha detto.

Il tema sicurezza

Secondo l'eurodeputato, il Partito Democratico ha lasciato colpevolmente il tema della sicurezza in mano alla destra. "Girando l'Italia, mi pare di capire che i cittadini si sentano meno sicuri. Ma da quattro anni - ha sottolineato - governa la destra e non hanno risolto niente, visto che ogni tre-quattro mesi hanno bisogno di un decreto sicurezza e il numero dei rimpatri rimane sempre quello. Sulla sicurezza hanno pensato che basti solo la repressione per risolvere il problema. Io dico al mio partito: non dobbiamo aver paura del termine 'repressione', io sono convinto che chi sbaglia deve pagare. Non dobbiamo aver paura di parlare di sicurezza, perché una comunità che non si sente sicura non è libera".