Gli allenatori.
08 settembre 2026 alle 00:34
Il tecnico loda l’atteggiamento mostrato dai suoi: «Dopo il Verona avevamo dormito poco per il ko»Due vittorie in tre giornate, in altrettanti scontri diretti, che danno tutt’altro sapore all’inizio di stagione del Cagliari dopo una settimana complicata. I rossoblù escono dalla sfida contro il Lecce lasciandosi alle spalle le gare perse contro Inter e Verona. Soprattutto l’ultima, nonostante fosse Coppa Italia, rischiava di minare il morale della squadra e intaccare quanto di buono aveva lasciato il successo all’esordio di Parma. «Abbiamo dormito poco, è stata sconfitta che ha colpito tutto il gruppo», premette Fabio Pisacane nel post partita. «La mia squadra voleva vincere e aveva l’energia per schivare ogni situazione. Li ho voluti lasciare tranquilli in questi giorni e ho sofferto in silenzio per cercare di toccare i tasti giusti: per fortuna, il calcio dà sempre un’opportunità per lasciare alle spalle le sconfitte precedenti».
Il ricordo
Per Pisacane, la partita di ieri aveva un significato in più. Quello dell’avvicinarsi dei 25 anni (domani) da quel 9 settembre 2001, il giorno in cui si svegliò completamente paralizzato a causa della sindrome di Guillain-Barré. L’allenatore rossoblù fortunatamente è riuscito a superare del tutto quella malattia, che lo colpì ad appena 15 anni e lo portò in coma e a seguire a una lunga riabilitazione, ma la data certo non la può dimenticare. E la ricorda, con gli occhi lucidi, in sala stampa: «Qualche giorno fa mi è stata mandata una foto dove ero nel letto dell’ospedale con la maglia di Paolo Maldini, ed è stato bello che abbia segnato proprio Daniel», il parallelo fra ieri e oggi. «Le mie emozioni sono ora rivolte alla partita, ma quello che voglio dire a tutti è di vivere ogni momento perché la partita più importante è quella della vita».
Più concretezza
Ieri il Cagliari ha tirato 21 volte, di cui 11 in porta, colpito due pali e sfiorato a ripetizione il raddoppio. Che però non è arrivato, e ha lasciato il Lecce in partita sino al 97’. «Il calcio è un bellissimo gioco anche perché non è una scienza esatta: è normale che, se non finalizzi, rischi la frittata», l’analisi di Pisacane. «L’episodio ce lo siamo portati dalla nostra parte: anche quando abbiamo fallito occasioni nitide è stato per merito dell’avversario, come il tiro deviato di Maldini e i pali dello stesso Maldini e di Mendy. Rimprovero poco, se non che dobbiamo essere più precisi». Il rischio è arrivato al 94’, con il contatto fra Gagliardini e N’Dri su cui il Lecce ha chiesto rigore: «L’ho rivisto da più angolazioni, complimenti ad arbitro e Var».
L’equilibrio
A Pisacane è piaciuto come il Cagliari ha affrontato la partita di ieri. «E speriamo che diventi un’abitudine», aggiunge. «La vittoria è dedicata ai nostri tifosi, anche per come ci hanno permesso di arrivare al meglio accompagnandoci in maniera morbida dopo la sconfitta con il Verona». Fra i premi quello che ha dato ad Alessandro Sugamele, autore di un gran inizio di stagione con la Primavera e ieri al debutto da professionista: «Se l’è meritato, abbiamo aggiunto un’altra freccia al nostro arco. È il frutto del lavoro dell’area scouting e del settore giovanile».
L’avversario
Mastica invece amaro l’ex Eusebio Di Francesco. «Il Cagliari ci ha sovrastato, è stato superiore sotto tanti punti di vista e ha meritato la vittoria». Ma recrimina per il finale: «Il contatto Gagliardini-N’Dri poteva essere considerato in maniera diversa».
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