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Cagnetta sbranata da un lupo, è ancora allarme


La cagnetta Pippi
La cagnetta Pippi

di Nazareno DINOI

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domenica 23 agosto 2026, 16:49 - Ultimo aggiornamento: 16:50

È riuscita a trascinarsi sino a casa, ferita e sanguinante, quasi volesse cercare un’ultima volta la protezione della sua famiglia. Poco dopo, però, Pippi, la cagnetta di una famiglia di Manduria, in provincia di Taranto, è morta tra le braccia della sua proprietaria, Maria Pasanisi. 
Ad aggredirla, secondo la testimonianza della donna, sarebbe stato un lupo avvistato poco prima nell’uliveto confinante con la sua proprietà. Il drammatico episodio si è verificato pochi giorni fa nelle campagne tra Manduria e Avetrana. E si inserisce in un'escalation che, nell'arco di una settimana, ha fatto registrare cinque episodi tra aggressioni dirette alle persone e incursioni nei centri abitati nell’area jonico-salentino. Il bilancio comprende diversi feriti, tra cui due bambini, e alcuni cagnolini uccisi. 
A raccontare quanto accaduto a Manduria è stata la stessa proprietaria attraverso un post pubblicato su Facebook. «Questa mattina, alle 7.30, ho visto con i miei occhi un lupo nell’uliveto che confina con la mia proprietà, purtroppo la mia piccola Pippi non c’è più», aveva scritto la donna preoccupata. In un successivo aggiornamento ha poi descritto gli ultimi strazianti momenti vissuti insieme al suo animale: «Pippi è riuscita a tornare a casa ferita e sanguinante, poi è morta quando l’ho presa in braccio». Dopo l’episodio, la paura ha spinto le famiglie della zona rurale denominata «Saette» a organizzarsi autonomamente. «Non si tratta di allarmismo, nella zona circolano riprese video di esemplari avvistati a poca distanza dalle abitazioni rurali e diversi cani, anche nostri e di vicini di contrada, sono stati uccisi da predazioni segnalate alle autorità competenti». A raccontarlo è Domenico Vasapollo, un altro componente della famiglia proprietaria di Pippi. «Ci siamo guardati negli occhi, noi vicini di contrada che fino a ieri ci scambiavamo appena un saluto, e abbiamo capito che la paura, quando è condivisa, può diventare anche forza. Insieme ad altri residenti -prosegue - abbiamo organizzato un gruppo di vigilanza e di mutuo avviso per segnalarci gli avvistamenti e proteggere animali e persone». Un’iniziativa che, sottolinea Vasapollo, non può tuttavia sostituire l’intervento delle istituzioni: «È giusto che i cittadini si diano una mano, ma non può essere questo il livello al quale si riduce la sicurezza nelle campagne. Nessuna rete di buon vicinato può sostituirsi a chi ha il dovere istituzionale di proteggerci». 
La famiglia dunque si associa alle richieste che stanno piombando sulla Regione a partire da un censimento aggiornato e trasparente dei lupi sul territorio e un piano di gestione con soglie di intervento definite. 
Tra le richieste anche indennizzi rapidi ed effettivi non soltanto per le predazioni ai danni del bestiame, ma anche per quelle che coinvolgono gli animali d’affezione. Viene inoltre sollecitato lo stanziamento di fondi destinati all’installazione di recinzioni metalliche o elettrificate anche nelle proprietà dei privati cittadini.
«Non chiediamo di eliminare il lupo, ci mancherebbe - precisano i cittadini - ma di essere finalmente ascoltati prima di diventarne, letteralmente, la prossima preda. Non vorremmo raccontare, un giorno, di aver visto arrivare la tragedia e di non aver fatto nulla per fermarla in tempo». 
Quello di Pippi non è il primo episodio, infatti, che alimenta l’allarme. Nelle ultime settimane sono stati diffusi diversi filmati relativi alla presenza di animali indicati come lupi nelle campagne anche del Tarantino. In uno di questi un grosso canide era stato ripreso mentre entrava nel cortile di un’abitazione alla periferia di Manduria e si avvicinava a un cane. Un altro video mostrava invece un animale selvatico inseguire e aggredire un cagnolino, senza contare i casi del Brindisino e di Gallipoli. 
Le immagini avevano già suscitato forte preoccupazione tra i residenti delle contrade rurali. 

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