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TORINO - Procrastinare non è necessariamente pigrizia, ma il rinvio intenzionale di un’attività importante nonostante si conosca il rischio di conseguenze negative. La Juve sapeva, da ben prima dell’estate, di dover intervenire sulla corsia mancina per consegnare a Spalletti un’alternativa affidabile ad Andrea Cambiaso. Dal 17 febbraio Lucio aveva messo una croce su Cabal dopo la folle serata di Istanbul che ha compromesso l’ultima Champions bianconera. Non è bastato affinché il colombiano, ai box da inizio mese per una lesione di basso grado alla coscia sinistra, si mobilitasse per traslocare dalla Continassa.

Solo le avances dell’Atalanta di Giuntoli (era stato lui a portarlo a Torino dal Verona) gli avevano smosso qualcosa dentro, ma nelle ultime ore di mercato tutto è svanito come una nuvola di fumo. In fumo è andato così pure il tentativo ben avviato della Juve per l’esperto Nicolas Tagliafico, subordinato all’uscita del colombiano. La legge di Murphy vigente alla Continassa in queste prime settimane della stagione ha colpito anche Cambiaso - distorsione alla caviglia, sembrava lieve ma lo ha tenuto fuori per quasi un mese - evidenziando col giallo fluorescente una lacuna strutturale che Spalletti ha saputo mascherare grazie al felice adattamento di Celik. Bravissimo, ma la coperta sulle fasce resta corta.
Ecco perché l’area mercato, considerate pure le difficoltà fisiche e tecniche di Andrea (il posto da titolare lo ha perso prima di farsi male), non può più rimandare la questione terzino sinistro come, la sera tardi, si fa col lavaggio dei piatti sporchi. Due dossier in cima a un plico posizionato sulla scrivania nell’ufficio di Massara: David Raum del Lipsia e Tyrick Mitchell del Crystal Palace sono stati proposti e intrigano. Hanno tre cose in comune: ovviamente il x sopra indicato, lo status da parametro zero e l’agenzia, ROOF. Entrambi hanno in programma di muoversi da ‘free agent’ al termine della stagione in corso, ma per la Juve non è vietato provarci già a gennaio per tappare la falla e/o anticipare la classica concorrenza dei ricchi club inglesi. Tutti e due, tra l’altro, sarebbero perfettamente funzionali per caratteristiche sia al 4-2-3-1 sia al 3-4-2-1, moduli per ora alternati da Spalletti.