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Caldo e cantieri: "Pochi controlli così tutti lavorano"


Operaio al lavoro sotto il sole

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Caldo soffocante, temperature da record e cantieri fermi come da ordinanza. "E’ quanto dovrebbe accadere, mentre nei cantieri si continua a lavorare. Tutti noi li vediamo operativi". Fillea Cgil, il sindacato di categoria, ha deciso di passare ai fatti con segnalazioni agli organi competenti. Stando alle norme, dalle 12,30 alle 16 non si potrebbe lavorare. Tuttavia sono sempre possibili delle deroghe, ad esempio consentendo determinate lavorazioni all’ombra, con idratazione continua e condizioni simili.

"Le aziende edili - spiega il segretario Andrea Pracucci - hanno precisi obblighi: valutare il rischio da stress termico all’interno dei documenti aziendali relativi a salute sicurezza, e nei giorni in cui la mappa Worklimate segnala rischio ‘Alto’, sospendere l’attività nelle ore centrali". Tuttavia possono "adottare misure organizzative alternative realmente strutturate, comunicandole prima a Rls/Rlst (Rappresentanti lavori e salute territoriali) e organizzazioni sindacali". Per lavorare ugualmente servono piani adeguati che vanno comunicati. "Ma a noi non è mai stato comunicato nulla" dice Pracucci, mentre nei cantieri si continua a lavorare.

"Non si tratta di un dettaglio procedurale: queste modifiche, per essere legittime, devono passare attraverso una modifica formale dei Dvr aziendali. Un passaggio che, a quanto risulta, semplicemente non sta avvenendo". Può apparire la solita burocrazia, ma nei fatti è la differenza tra lavorare con temperature percepite prossime ai 40 gradi oppure fermarsi nelle ore più calde preservando la salute. Fillea Cgil è passata ai fatti inoltrando le prime segnalazioni agli organi competenti. Ma c’è un problema. "I controlli sono troppo pochi, e non si avverte alcuna reale deterrenza del sistema sanzionatorio".

Per aumentarli il sindacato ha una idea: "Visto che in alcuni territori la Polizia locale è già impiegata per vigilare sul rispetto delle ordinanze antirumore, si potrebbero estendere quei controlli anche alla verifica delle ordinanze anticaldo".

Andrea Oliva

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