Quattro soste al sole trasformano l’abitacolo in un forno e fanno salire del 29% i consumi registrati durante il viaggio
3 Agosto 2026
©Kia
Trenta minuti al sole, portiera aperta, 56 °C dentro l’abitacolo. Il climatizzatore parte e arriva a chiedere fino a 3,6 kW. La scena si ripete quattro volte. Al termine della prova, una Kia EV5 ha consumato 15,18 kWh, contro gli 11,75 kWh registrati lungo lo stesso itinerario senza soste: 3,43 kWh in più, pari al 29%.
Il test è stato condotto da Quattroruote su un percorso misto di 70 chilometri, con temperature esterne superiori ai 36 °C e il climatizzatore impostato a 22 °C. Nel primo viaggio la vettura ha completato il tragitto direttamente. Nel secondo sono state inserite quattro soste da mezz’ora, tutte in pieno sole.
Durante il viaggio senza interruzioni, mantenere la temperatura impostata richiedeva al climatizzatore circa 0,5-0,6 kW. Dopo ogni parcheggio l’assorbimento superava a lungo i 2 kW, con picchi fino a 3,6 kW.
In trenta minuti l’aria interna è arrivata tra i 49 e i 56 °C. Alcune superfici dell’abitacolo hanno raggiunto i 63 °C: sedili, plancia e rivestimenti continuavano a restituire calore anche dopo l’accensione del climatizzatore. La batteria, intanto, pagava ogni volta il lavoro necessario per riportare l’auto dai valori di una piccola serra ai 22 °C impostati.
Il risultato resta circoscritto a una Kia EV5, a quel percorso e a condizioni piuttosto severe: quattro soste ravvicinate sotto un sole da oltre 36 °C. Non indica quindi una perdita automatica del 29% per tutte le auto elettriche durante l’estate. Misura un caso molto preciso, quello di una vettura lasciata più volte a surriscaldarsi e raffreddata da capo a ogni ripartenza.
La prova è proseguita con una Hyundai Ioniq 5, osservata durante un ciclo di 24 ore per confrontare diverse modalità di raffrescamento. Secondo i risultati, nelle soste brevi può risultare più efficiente attivare il climatizzatore da remoto prima di tornare in auto, evitando che l’abitacolo accumuli tutto il calore possibile prima della ripartenza.
Il climatizzatore continua naturalmente a usare energia della batteria. Il confronto indica però che, dopo una pausa breve, il picco necessario per raffreddare rapidamente un abitacolo rovente può pesare più di un’attivazione anticipata e graduale. Per soste più lunghe il risultato non può essere esteso automaticamente: la prova riguarda condizioni e intervalli definiti.
Il dato più utile rimane quello misurato sulla Kia EV5. Il caldo incide soprattutto quando l’auto deve tornare più volte da oltre 50 °C alla temperatura scelta dal conducente. In quella giornata, quattro mezz’ore al sole sono costate 3,43 kWh.
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