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Caldo record, il venerdì nero. Tutta la Campania boccheggia, e l’afa morde anche di notte


Caldo asfissiante: come previsto ieri al Sud è arrivata la giornata più bollente dell’estate, il malefico colpo di coda di una stagione già torrida. A Napoli è scattato il bollino arancione, secondo il bollettino del ministero della Salute sull’allarme legato alle ondate di calore (rischio per i soggetti fragili, allerta dei servizi sociali e sanitari), con la temperatura che alle ore 14 era di 36 gradi (39 la massima percepita). Ma nel resto della Campania - in particolare nelle zone più interne - è andata anche peggio, con il termometro che ha superato i 40 gradi. Le rilevazioni de iLMeteo.it disegnano una regione in preda all’afa. A Benevento erano 41 i gradi alle 14, ad Avellino e Caserta 39, a Salerno 35.

La quinta ondata di calore dell’estate fa sentire tutta la sua violenza anche di notte, con le temperature che restano assolutamente anomale per il periodo. In Campania sono andate tutte ben oltre i venti gradi, con il sonno che spesso diventa una chimera: 26 gradi la minima a Napoli, 25 a Salerno, 24 a Caserta, 23 ad Avellino, 22 a Benevento.

Le previsioni

In Campania resta in vigore fino a domenica alle 20 l'allerta della Protezione civile per le ondate di calore, ma oggi e domani a Napoli la situazione migliorerà leggermente, con le temperature che pur rimanendo ben oltre le medie stagionali scenderanno di due gradi: per il weekend restano comunque il bollino giallo e i 34 gradi previsti alle ore 14 (37 la massima percepita). Nel resto della regione domani le temperature diminuiranno leggermente nei valori massimi, in particolare sul settore interno.

Ieri il caldo non ha flagellato soltanto la Campania ma gran parte del Centro-Sud: le temperature record hanno toccato i 46 gradi in Sardegna e i 45 in Sicilia, i 44 nel Cosentino, i 42 in Abruzzo e i 41 a Roma, con notti tropicali (31 gradi in Sardegna e Umbria). A Pianoro, in provincia di Bologna, un giardiniere di 46 anni è morto ieri pomeriggio per un malore, probabilmente proprio a causa delle temperature elevate, mentre stava lavorando al ripristino di un’area verde presso un’abitazione. Oggi bollino rosso (livello 3 di allarme, condizioni di elevato rischio per le ondate di calore) a Bari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma.

Ieri le temperature elevate hanno provocato incendi in Abruzzo (sul monte Morrone impiegati cento operatori da terra e tre elicotteri) e in Ogliastra, in Sardegna, dove è stato necessario far evacuare oltre un centinaio di persone, tra le quali 60 ospiti di una struttura protetta per pazienti psichici. Dalla Protezione civile della Campania, riguardo a possibili innesco e propagazione di incendi boschivi, un avviso di rischio medio valido anche per oggi.

Italia divisa in due

Ancora una volta il meteo di questa folle estate ha diviso in due l’Italia: nelle stesse ore in cui nel Mezzogiorno e in numerose zone del Centro si boccheggiava per il gran caldo, il maltempo ha flagellato parte del Nord, con maxi grandinate, trombe d’aria e piogge che hanno danneggiato il patrimonio artistico a Cremona e i raccolti agricoli e di uva in provincia di Brescia e Verona, oltre a provocare danni a centinaia di auto e sradicare alberi in varie città del Nord.

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A Cremona sono stati danneggiati il Duomo e il Palazzo comunale; crollati la copertura di una guglia della cattedrale e il tetto della torre civica del municipio, l'unica testimonianza rimasta del più antico palazzo comunale, al cui posto venne innalzato nel 1206 quello attuale. In Val di Fassa 800 escursionisti sono stati assistiti e accompagnati a valle nel corso del pomeriggio dopo il fermo degli impianti di risalita causato dal maltempo, mentre il forte vento ha causato lo scoperchiamento del tetto di una scuola nel Bellunese.

Il mare

Ma il caldo anomalo di quest’estate rovente riguarda anche il mare: ieri in Sardegna sfiorati i 29 gradi. In alcune aree sono stati registrati «fino a 34 gradi in superficie e 27-30 gradi tra 10 e 20 metri di profondità», secondo i primi dati sulla temperatura del mare rilevati dalla divisione subacquea della fondazione Marevivo, presieduta da Rosalba Giugni e che riunisce centinaia di sub e diving center lungo le coste italiane. «Sulla terra vediamo boschi che bruciano, fiumi in secca, ghiacciai che arretrano, città soffocate dal caldo. Sotto il mare quasi tutto resta lontano dai nostri occhi. Ma ciò che non vediamo non è meno grave» dice Giugni.