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Caldo record, piano del Comune: «Meno asfalto e più aree verdi»


Meno asfalto e cemento e più alberi questa la ricetta che il Comune guidato dal sindaco Gaetano Manfredi sta elaborando per arginare le ondate di calore e l’emergenza climatica che attanaglia Napoli e mezzo mondo. Un’altra metà del mondo, invece, già ha iniziato a concretizzare questa metamorfosi vitale dei territori. A Parigi, la Place de l’Hotel de Ville - il corrispettivo della nostra piazza Municipio - è stata trasformata in una foresta urbana, rimuovendo oltre 2500 metri quadri di cemento e pavimentazione in pietra. Al posto del cemento sono stati piantati circa 50 alberi adulti alti fino a 10-12 metri, centinaia di alberi più piccoli e oltre 20mila arbusti e piante. L’inaugurazione della nuova piazza c’è stata il 21 giugno dell’anno scorso con migliaia di parigini gioiosi che hanno fatto festa. Con questa soluzione nella Ville lumière entro un anno o due in quel pezzo di Parigi la temperatura e le ondate di calore saranno contenute con almeno 5 gradi in meno.

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A Medellin, in Colombia, si sono inventati i “corridoi verdi” hanno piantato 200mila tra alberi e piante creando strade interamente protette dagli alberi e la temperatura si è abbassata di 7 gradi. Operazione battezzata a maggio dell’anno scorso. A Napoli per avere una idea di quello che è stata fatto in Colombia abbiamo l’esempio di quel pezzettino di via Chiaia che arriva fino al cinema Metropolitan partendo da piazza dei Martiri. Il Comune ha inserito nel Puc - il Piano urbanistico comunale - queste misure ma è indietro nella nella concretizzazione di questi programmi che sono in tutto e per tutto misure salva vita. Insomma de-pavimentare è la parola d’ordine per contrastare il clima e le notti tropicali, per ora solo sulla carta.

Nel Puc, infatti, l’emergenza climatica e la fragilità del territorio che ne consegue è al primo posto dello strumento urbanistico alla voce “Obiettivo strategico numero 1”. «Il nuovo regime climatico - si legge nel Puc - sollecita un mutamento sostanziale della cultura e della capacità di azione dei piani urbanistici, che devono essere capaci di stabilire priorità strategiche e dispositivi normativi che facilitino forme di sviluppo economico e sociale sostenibili, in linea con i fondamenti della transizione ecologica ed energetica dettata dall’agenda europea». Il focus del Municipio oggi è sulle piazze e sul centro storico dove persistono isole di calore e dove è difficile rifugiarsi. A piazza Garibaldi si sono registrati 46 gradi. Per la prossima estate sono previste solo attrezzature temporanee per difendersi dal caldo torrido, vale a dire tendoni. Per piantare qualche albero in più bisognerà discuterne con il progettista Dominque Perrault l’archistar proprio parigina che li ha previsto e progettato una foresta di metallo puntualmente installata. Alvaro Siza, altra archistar portoghese che ha progettato piazza Municipio, ha previsto per il sito che sembra in questo periodo una landa deserta solo due filari leggeri di alberi, si tratta di lecci ai margini della piazza. Il Comune ha aperto una discussione pure con lui per trovare una soluzione nella consapevolezza che essendo piazza Municipio un solaio, sotto al quale c’è la rete metropolitana della linea 1, difficilmente si potranno installare alberi o piante. Stesso discorso sul lungomare un paio di chilometri dove non si possono mettere alberi c’è il no della Sovrintendenza. Quindi o si passeggia di notte o ci si abbrustolisce. Il no della Sovrintendenza persiste anche per la piattaforme sugli sogli. Qui l’effetto è che il mare è balneabile ma non ci si può tuffare.

A Napoli il verde, questo è il paradosso, c’è ed è in aumento. Negli ultimi 30 anni - si legge sempre nel Puc - è aumentato di 300 ettari. Ma tutto intorno alla città cioè da occidente a oriente da Bagnoli a Ponticelli passando per il Parco delle Colline che da Chiaiano sconfina ai comuni dell’area metropolitana. Il piano del Comune è mettere a sistema questo tesoro verde per fare una cerniera che protegga la città dalle ondate di calore. E promuovere anche l’agricoltura urbana. Orti già funzionanti che stanno dando lavoro a molti giovani e prodotti di qualità a chilometro zero. Soprattutto nell’area orientale.