Dopo oltre un mese di notti tropicali, arriva la tregua. L’ingresso di correnti più fredde e instabili da Est sta bucando l’anticiclone che per settimane ha tenuto il termometro costantemente oltre quota 25 gradi. I primi benefici si stanno già avvertendo sulle regioni del Nord e nell’arco della settimana raggiungeranno anche il resto d’Italia. Niente fresco, invece, sulle isole maggiori. Con le aree più interne della Sardegna e la Sicilia ionica che si preparano ad affrontare punte fino a 45 gradi e notti afose mai sotto i 34.
L’ondata di caldo eccezionale che può dirsi chiusa tra domenica e lunedì, conferma il record di Torino: «Almeno dal 1753, quando sono iniziate con continuità le misure termometriche per il capoluogo piemontese, non era mai stata registrata una serie così prolungata di giornate - dal 13 giugno al 19 luglio - con temperature massime uguali o superiori ai 30 gradi nel centro cittadino» conferma il meteorologo Andrea Vuolo. Un’ondata di calore che supera di sei giorni quelle già registrate nelle estati del 2015 e del 2022. Adesso, a calare, non saranno tanto le temperature massime, che in ogni caso nell’area padana non dovrebbero superare i 33 gradi, piuttosto quelle minime, che si attesteranno tra i 18 e i 20 gradi.
Oggi sono diciotto le città da bollino rosso: Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo. Guardando ad agosto, gli esperti confidano in un graduale ritorno alle più consuete medie stagionali. «Già entro la fine della settimana il grande caldo resisterà soltanto sulle isole maggiori - spiega Vuolo -, garantendo una maggiore escursione termica. Diversa la situazione sulla costa adriatica, dal Veneto alla Puglia, dove già da mercoledì potranno verificarsi precipitazioni intense». Tradotto: ancora una volta sono attesi nubifragi accompagnati da forti raffiche di vento e grandine, che non risparmieranno, nel weekend, nemmeno Milano e ampie fette di Lombardia.
️Resta alta anche la preoccupazione per gli incendi. La Calabria continua a bruciare: i roghi sulle pendici del Pollino ieri hanno portato anche alla chiusura temporanea di un tratto della Autostrada A2 per la mancanza di visibilità provocata dal fumo. La Protezione civile regionale siciliana ha invece diramato per oggi un’allerta rossa a causa del rischio elevato di incendi in tutta la regione. Intanto, Coldiretti ha annunciato i risultati della prima stima dei danni provocati dalle fiamme in Sardegna: facendo riferimento agli episodi registrati nella prima metà di luglio, si parla già di oltre dieci milioni di euro.
E del resto non va meglio nemmeno sul fronte siccità. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal Piemonte, con il governatore Alberto Cirio che ha chiesto aiuto a Valle d’Aosta e Canton Ticino per aumentare la fornitura di acqua che viene immessa nella regione per l’uso agricolo, è emergenza idrica anche in Alto Adige. Il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha emanato un pacchetto di misure con l’obiettivo di garantire le forniture nelle prossime settimane. Tutti «sono invitati con la massima urgenza a utilizzare l’acqua in modo estremamente parsimonioso riducendo i consumi al minimo indispensabile». L’irrigazione di aree verdi private, pubbliche o a uso turistico deve essere limitata ed è vietata tra le ore 8 e le 19. È vietata la pulizia di strade e piazze con l’uso di acqua, e proibito l’utilizzo di quella proveniente dalla rete pubblica potabile per il lavaggio di veicoli a uso privato.