Van e camper rispondono a esigenze diverse. Il primo privilegia maneggevolezza, consumi e facilità di utilizzo anche nei centri urbani, mentre il secondo offre più spazio, servizi completi e maggiore autonomia nei viaggi lunghi.
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Nel linguaggio commerciale il van è un furgone trasformato senza modificare in modo sostanziale la carrozzeria originale. Il camper tradizionale utilizza invece una cellula abitativa costruita sul telaio del veicolo di base e può essere semintegrale, mansardato o motorhome. Per il Codice della strada entrambi rientrano tra gli autocaravan quando sono attrezzati permanentemente per il trasporto e l’alloggio. La differenza emerge soprattutto all’interno. Il van concentra letto, cucina, dinette e bagno (non sempre) nella larghezza del furgone. Il camper dispone in genere di pareti più verticali, maggiori vani di stivaggio e una separazione più efficace tra zona giorno, servizi e letti. Altro punto riguarda la massa del veicolo scelto. Con la patente B si guidano veicoli fino a 3.500 chilogrammi, mentre oltre questa soglia è richiesta almeno la C1. Conta la portata residua dopo avere aggiunto passeggeri, acqua, bombole, biciclette, tendalino e bagagli.
Il van è indicato per una coppia, per chi cambia tappa spesso e per chi vuole raggiungere borghi, parcheggi e strade strette. La carrozzeria in lamiera contiene gli ingombri laterali, mentre posizione di guida e dimensioni restano vicine a quelle del furgone da cui deriva. Un modello corto può sostituire una seconda auto, entra più facilmente nei parcheggi e richiede meno spazio per il rimessaggio. Il compromesso riguarda l’abitabilità. Il bagno è spesso compatto, i letti trasversali penalizzano chi è alto e lo spazio diminuisce rapidamente quando viaggiano più di due persone. Su modelli entro i 5 metri il bagno spesso non è presente, rendendo quasi obbligatoria la frequentazione di campeggi attrezzati. Resta però la soluzione più adatta se si vuole passare dalla costa ai piccoli centri abitati, come nel caso ad esempio di una vacanza nel centro e sud della Sardegna.
Il camper è più efficace nei viaggi lunghi, nelle vacanze con bambini e quando si trascorrono molte ore a bordo. Un semintegrale offre una zona giorno più ampia, letti più accessibili e serbatoi generalmente più capienti. Il mansardato aggiunge posti letto sopra la cabina, mentre il motorhome privilegia continuità tra posto guida e abitacolo. Le dimensioni aumentano però la difficoltà nelle manovre, la sensibilità al vento laterale e la ricerca di parcheggio. Anche acquisto, assicurazione, manutenzione e consumi tendono a costare di più rispetto a un camping bus. I semintegrali compatti riducono la distanza tra le due categorie, con modelli inferiori a sei metri e larghi tra 2,12 e 2,20 metri.