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Canale di Tessera: quello dove si corre di più. Barche e taxi che sfrecciano e non c'è ancora il barcavelox. Ma per il contrammiraglio Marini il problema «è culturale»


VENEZIA - È il canale dove si corre di più, con i motoscafi che sfrecciano tra l'aeroporto e Venezia. Eppure non ha dei controlli dedicati, come quelli della Capitaneria di Porto competente sui canali marittimi della laguna. E nemmeno un sistema di rilevazione automatica della velocità, come il barcavelox, sperimentazione del Comune ancora in corso, ma avviata solo nei canali cittadini. Non in quello di Tessera, che ricade sotto l'Autorità della laguna - nuovo Magistrato alle acque. Una falla che la tragedia dell'altro giorno, con lo schianto tra il barchino e il taxi in transito verso Tessera, ha riportato in primo piano. Le indagini in corso dovranno chiarire le eventuali responsabilità individuali. Ma resta la realtà di un canale super transitato, dove i limiti di velocità troppo spesso non vengono rispettati.

Perché non ci sono controlli specifici?


Lo sanno bene negli uffici di Rialto che da sempre hanno la responsabilità su questa via d'acqua, prima come Magistrato alle acque, poi come Provveditorato alle Opere pubbliche, ora come Autorità della laguna. Il problema sono le risorse scarse e adesso anche la difficile transizione tra Provveditorato e Autorità. Il presidente Roberto Rossetto, in carica da due anni e mezzo, aveva da subito annunciato la volontà di rafforzare la Polizia lagunare. Ma al momento sono rimaste intenzioni. La costruzione dell'Autorità procede a rilento. E la Polizia lagunare non è stata rafforzata. Anzi, già da qualche anno, per un problema di straordinari, il Provveditorato ha tagliato i servizi di controllo in laguna nei fine settimana. Va anche detto che, sempre negli ultimi anni, il Provveditorato ha investito su altri fronti in sicurezza navale. Con i fondi finalmente sbloccati da Roma ha finanziato il recupero delle briccole lagunari. Almeno 300mila euro spesi solo nel canale di Tessera, dove è stato sperimentato anche un nuovo sistema di illuminazione a led solari. Altri 150mila euro di lavori. Luci che hanno, di certo, migliorato la qualità della navigazione. Ma non basta. Il tema centrale resta la velocità.


Barcavelox da estendere


Una possibilità resta il barcavelox, che potrebbe essere esteso. «Quanto accaduto richiama tutti noi a profondere ogni sforzo possibile per incrementare ulteriormente la sicurezza della navigazione - commenta l'assessore alla Mobilità acquea, Michele Zuin - Il Comune è pronto a fare la propria parte e a confrontarsi da subito con tutte le autorità competenti per capire dove e come sia possibile rafforzare gli strumenti di controllo». Zuin pensa al barcavelox come «strumento importante», ma «resta da completare il percorso necessario per la sua approvazione e omologazione». Attesa entro l'anno, ma intanto i primi positivi effetti della sperimentazione sono in gran parte già venuti meno, dopo la raffica di ricorsi che hanno bloccato le multe. Un'esperienza comunque da «mettere a disposizione», per Zuin, che ipotizza la creazione di un tavolo ad hoc. «Il canale di Tessera non è di nostra competenza, per questo ogni intervento richiede il coinvolgimento delle autorità titolari» conclude l'assessore, che vuole esprimere la vicinanza dell'amministrazione a tutte le persone colpite dalla tragedia.

Il problema culturale


Non competente sul canale di Tessera, ma impegnata quotidianamente nei controlli suoi canali marittimi, come quello della Giudecca e il Bacino di San Marco, dove c'è pure il barcavelox, è la Capitaneria di Porto. «Noi ce la mettiamo tutta. Abbiamo varie missioni, facciamo molti verbali, ma non possiamo essere in più luoghi contemporaneamente - sottolinea il contrammiraglio Filippo Marini, direttore marittimo del Veneto - Quanto ci sono i nostri mezzi, non corrono più. Ma se sei in un punto non puoi essere in un altro. In Canale della Giudecca, ad esempio, ci siamo ogni giorno. E continuiamo a fare verbali».

Per il contrammiraglio c'è un «tema culturale. Manca il rispetto della norma. Qui non si tratta di infrazioni casuali, c'è una sistematicità di comportamento»