Il caso.
01 ottobre 2026 alle 00:12
La candidatura di Nuoro a Capitale italiana del libro 2027 è avvenuta senza il coinvolgimento ufficiale, al momento, della Fondazione per la pubblica lettura Sebastiano Satta. Ad oggi, dopo il rientro da Roma da parte della delegazione guidata dal sindaco Emiliano Fenu, il centro di riferimento per i libri in città non compare in alcun comunicato ufficiale relativo al progetto presentato lo scorso 29 settembre davanti alla giuria del Ministero della Cultura, nella sala Spadolini. Una mancanza non da poco, anche alla luce del ruolo della Fondazione Sebastiano Satta, che nello statuto ha, tra le finalità, la promozione della lettura, la diffusione della cultura della biblioteca pubblica, la valorizzazione del patrimonio librario e documentale e il coordinamento del sistema bibliotecario territoriale. Sarebbe stato interessante conoscere la posizione di Alessandra Corrias, presidente della Fondazione, che però non risponde al telefono.
Nel dossier illustrato a Roma, il Comune ha presentato «Radici di carta, visioni di futuro»; un programma che mira su rigenerazione urbana, inclusione sociale, scuola e innovazione. Tra le proposte ci sono panchine narrative con audiolibri in più lingue, realizzati anche con le voci degli studenti, e il tracciamento dei volumi attraverso i "tag dei libri", presentati dal primo cittadino e dal progettista Massimiliano Carzedda. «Il progetto vuole essere, inoltre, un presidio nei luoghi della cura e della fragilità con un ricco calendario con ben 750 attività differenti, tra cui letture ai piccoli pazienti nei reparti di pediatria, iniziative nelle case di riposo e laboratori di lettura all'interno del carcere», ha spiegato nel dettaglio la dirigente comunale alla Cultura Maria Dettori. Per l'avvio del progetto, il Comune ha indicato una prima copertura di 20mila euro. La candidatura vede Nuoro concorrere con altri sei Comuni, tra cui Iglesias, ed è stata presentata come un progetto capace di portare il libro fuori dai contesti tradizionali e farne uno strumento di crescita e coesione sociale. Finora, però, non tutti i soggetti previsti nelle 750 attività menzionate sono stati coinvolti o contattati.
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