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Canton Ticino, il presidente Claudio Zali nella bufera per una telefonata diffusa sui social


Una telefonata registrata e diffusa sui social ha aperto una crisi politica senza precedenti in Canton Ticino. Al centro della vicenda c'è Claudio Zali, presidente del governo cantonale ed esponente della Lega dei Ticinesi, accusato di aver pronunciato frasi che farebbero riferimento alla possibilità di ricorrere alla violenza contro una donna. Dopo la diffusione dell'audio, Zali ha restituito le proprie deleghe governative ed ha lasciato il ruolo di responsabile del dipartimento di polizia e giustizia.

La telefonata del 2020 e le frasi finite al centro dello scandalo

La conversazione risalirebbe al 2020 ma sarebbe diventata pubblica solo recentemente attraverso i social network. Nel corso della telefonata, si sentirebbe Zali parlare con un'amica che raccontava di essere vittima di molestie e atti di stalking da parte di un'altra donna, conosciuta anche dal politico.

Secondo la registrazione diffusa, Zali avrebbe suggerito inizialmente alla donna di reagire fisicamente contro la presunta molestatrice. Dopo il rifiuto dell'interlocutrice, che avrebbe spiegato di non voler compromettere la propria posizione, il politico ticinese avrebbe aggiunto:

virgolette

Allora chiamo un mio amico di Milano, di cui mi fido, e la facciamo pestare.

La diffusione dell'audio ha provocato immediate reazioni politiche e istituzionali nel Canton Ticino.

Le reazioni politiche e la richiesta di dimissioni

Dopo la pubblicazione della registrazione, diverse forze politiche ticinesi avrebbero chiesto le dimissioni di Zali, definendo la vicenda incompatibile con il ruolo ricoperto.

Il governo del Canton Ticino ha diffuso una nota nella quale "stigmatizza ogni forma di violenza e ribadisce la propria ferma condanna nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale, e intende inoltre rafforzare a ogni livello la prevenzione e la lotta alla violenza di genere".

Gli sviluppi della vicenda potrebbero determinare il futuro politico di Zali, mentre restano da chiarire sia l'origine della registrazione sia le circostanze della sua diffusione a distanza di anni.