Per spendere meno alla pompa non serve necessariamente cambiare automobile. Se la soluzione, come abbiamo già scritto, è spesso quella di orientarsi verso modelli con consumi ed emissioni più bassi, anche il nostro stile di guida e le nostre abitudini possono incidere in maniera considerevole. E le variabili non sono poche. In autostrada, dove si viaggia a velocità elevate per lunghi tratti, rallentare può incidere sensibilmente sul carburante consumato. Nei percorsi urbani e sulle strade ordinarie contano anche le continue variazioni di andatura: accelerare per poi frenare pochi metri dopo significa spendere energia senza percorrere molta strada. Per non parlare del peso trasportato, del condizionatore e degli pneumatici. Ma andiamo per ordine.
Partiamo da esempi concreti. Usiamo i prezzi di 2,141 euro al litro per la benzina e 2,281 euro per il gasolio, sulla base dell'ultima rilevazione settimanale del Mase, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Il problema è che, sebbene molti modelli termici recenti abbiano un consumo medio stimato intorno ai 5,5 litri ogni 100 chilometri, i consumi variano sensibilmente all’aumentare della velocità, specie nelle tratte autostradali. Ipotizziamo quindi che, a 130 km/h, il consumo salga a 7 litri ogni 100 chilometri: un valore plausibile alla luce di quelli riscontrati nelle prove su alcuni modelli oggi in circolazione.

Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), ridurre di 10 km/h la velocità in autostrada può tagliare del 5-10% il carburante consumato dal singolo automobilista sul tratto interessato. Se un’auto consuma 7 litri ogni 100 chilometri a 130 km/h, passando a 120 km/h il risparmio sarebbe di 0,35-0,7 litri ogni 100 chilometri. Applicando i prezzi indicati, su mille chilometri si risparmierebbero circa tra 7 e 15 euro di benzina, tra 8 e 16 euro per le vetture alimentate a gasolio. Considerando i 10mila chilometri percorsi mediamente in auto annualmente, se interamente in autostrada alle velocità considerate, il risparmio potrebbe quindi arrivare a circa 150 euro per la benzina e 160 euro per il gasolio.

Ma i risparmi possono essere ancora più marcati, come riporta l’Adac, l’Automobile club tedesco. Secondo l’associazione, percorrere la stessa distanza a 100 anziché a 130 km/h può far risparmiare il 25% del carburante. Anche qui il riferimento è il tragitto percorso a quelle velocità, non tutti i chilometri fatti durante l’anno. Applicando questa stima alla stessa auto ipotetica, il risparmio sarebbe di 1,75 litri ogni 100 chilometri: circa 3,75 euro per la benzina e 3,99 euro per il gasolio. Su mille chilometri percorsi interamente a quelle velocità si arriverebbe rispettivamente a circa 37 e 40 euro; su 10mila chilometri, a circa 375 e 399 euro. Valori che cominciano a essere considerevoli.
La ragione fisica del maggior consumo? È principalmente la resistenza dell’aria, che cresce rapidamente con l’andatura. La forza aerodinamica aumenta approssimativamente con il quadrato della velocità: raddoppiare la velocità significa, a parità delle altre condizioni, quadruplicare quella forza. Questo non vuol dire che i litri consumati dall’auto quadruplichino, perché sul consumo totale intervengono anche motore, trasmissione, pneumatici e altri fattori, come vedremo.
Sotto i 100 km/h, soprattutto sulle strade ordinarie e nel traffico, il risparmio dipende più dalla regolarità della guida che dalla ricerca di una velocità ideale. Guardare avanti, mantenere la distanza di sicurezza e togliere per tempo il piede dall’acceleratore prima di una rotonda o di un semaforo aiuta a evitare frenate e ripartenze inutili.
Con il cambio manuale conviene passare alla marcia superiore, quando il motore può sostenerla senza fatica, evitando sia di tenerlo troppo su di giri sia di farlo procedere a un regime troppo basso. Una rassegna del Centro comune di ricerca della Commissione europea riporta, per la cambiata ottimale, stime di consumo inferiore dell’1% nel traffico intenso e del 2% nel traffico scorrevole. Con il cambio automatico, se presente, la modalità "Eco" può privilegiare cambiate orientate al risparmio. Ma l’effetto concreto dipende dal modello.

Non c’è una velocità ideale valida per tutte le auto. In una prova su 74 veicoli, il dipartimento dell’Energia statunitense ha individuato generalmente la migliore efficienza a velocità di crociera comprese fra circa 65 e 80 km/h, dove la resistenza dell’aria è ancora relativamente contenuta. Questo non significa che il motore debba girare al minimo: deve lavorare nella marcia adatta, senza faticare nelle riprese o in salita.
Quanto si può risparmiare con l’insieme di queste abitudini? Uno studio pubblicato su Energy Economics ha stimato, dopo un corso di guida efficiente, una riduzione media dei consumi del 4,6% nei percorsi cittadini. Il beneficio varia però da conducente a conducente.
C’è poi la manutenzione ordinaria. Controllare la pressione degli pneumatici a freddo, seguendo i valori indicati dal costruttore per il carico dell’auto, limita la resistenza al rotolamento. L’Iea indica che il controllo regolare della pressione può far risparmiare fino all’1,5% di carburante. Un box da tetto lasciato montato senza necessità aumenta invece la resistenza dell’aria: il suo effetto pesa soprattutto alle velocità più alte. Conviene anche evitare di trasportare abitualmente oggetti pesanti che non servono: secondo una stima del dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, circa 45 chili di peso aggiuntivo possono ridurre l'efficienza dell'auto di circa l'1%, con un impatto maggiore sui veicoli più leggeri. Cento chili di zavorra possono quindi incidere grossomodo per oltre il 2%.
Un discorso a parte riguarda l’aria condizionata, diventata ormai essenziale nelle estati torride che stiamo vivendo. Il compressore richiede energia: secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, la climatizzazione può incidere generalmente sul 4–10% del carburante consumato, a seconda del clima e delle abitudini d’uso. Un test dell’Adac ha rilevato un aumento del consumo medio del 10-15%, arrivando a circa il 20% nel traffico urbano.
A bassa velocità, quando la temperatura lo consente, aprire i finestrini può essere un’alternativa. In autostrada, o comunque oltre gli 80 km/h invece, i finestrini aperti peggiorano l’aerodinamica: può risultare più efficiente chiuderli e usare il climatizzatore, impostando una temperatura confortevole senza raffreddare l’abitacolo più del necessario. Non esiste però una velocità precisa alla quale le due soluzioni si equivalgono per tutte le auto.
Parlando di nuova mobilità bisogna distinguere fra mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid: hanno capacità elettriche diverse e le plug-in possono percorrere una parte del viaggio usando l’energia caricata dalla presa. Per queste ultime, il consumo di carburante dipende quindi anche dalla frequenza delle ricariche. In autostrada, dove si recupera meno energia dalle frenate e cresce la resistenza dell’aria, la velocità resta decisiva. Le percentuali di risparmio stimate per le auto tradizionali, tuttavia, non valgono automaticamente per tutte le ibride.
Per un’auto elettrica cambia l’unità di misura: bisogna osservare i kWh consumati ogni 100 chilometri. La velocità rimane importante. Secondo un’analisi dell’Adac, passare da 100 a 120 km/h aumenta il consumo elettrico medio del 26%. Rallentare su una tratta veloce può quindi ridurre la spesa per la ricarica e aumentare l’autonomia disponibile, anche se il risultato dipende dal modello e dal percorso.
Incide anche la temperatura: quando fa freddo, riscaldare l’abitacolo e portare la batteria alla temperatura di funzionamento richiede energia. Se l’auto offre il precondizionamento mentre è collegata alla presa, consente di usare la rete anziché la batteria e quindi di preservare l’autonomia durante il viaggio.
La conclusione, per auto a benzina, diesel, ibride ed elettriche, è la stessa: il risparmio va valutato sui percorsi che si fanno davvero. Dieci chilometri orari in meno per un tratto autostradale hanno un effetto calcolabile su quel tratto; guidare con più regolarità richiede invece continuità nel tempo. Ma può regalare risparmi sulla lunga distanza e anche (e soprattutto) contribuire alla sicurezza al volante.
Dossier è la sezione di inchieste esclusive in abbonamento di Today.it. Se vuoi sostenere il nostro lavoro giornalistico e abbonarti, clicca qui.
Leggi gli altri Dossier di Today.it7 minuti di lettura