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Carburanti, il governo verso la proroga degli sconti delle accise. Poi un intervento per le fasce più deboli


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L’esecutivo punta a una misura concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno. Il problema, però, diventa trovare le risorse

Prima la proroga di alcuni giorni, fino a settembre, dello sconto delle accise sul gasolio. Poi un intervento mirato, a favore delle fasce più deboli. Su questa traccia si dovrebbe sviluppare il nuovo intervento del governo per affrontare l’emergenza-carburanti, i cui rialzi continuano a preoccupare famiglie e imprese.

La riunione tra Meloni, Salvini, Tajani, Lupi e Giorgetti

La linea viene decisa in una riunione tra Meloni, Salvini, Tajani, Lupi e Giorgetti, in cui – spiegano da Chigi – la proroga del taglio delle accise viene ritenuta “non la misura definitiva”, ma quella che “servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari”, con l’obiettivo finale di “predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo”.

Il problema delle risorse

Il problema diventa però trovare le risorse, a maggior ragione dopo lo stop arrivato ieri all’ipotesi di una tassazione a livello europeo sugli extraprofitti delle compagnie energetiche.

Tema su cui Chigi prende parola, sottolineando che “un’azione limitata al solo perimetro di un singolo Paese rischia di produrre evidenti asimmetrie di mercato”, dato che “se la misura venisse applicata esclusivamente a livello nazionale, si finirebbe per penalizzare l’operatore energetico di Stato”, oltre che “le imprese nazionali del settore energetico che operano principalmente sul mercato interno”, ponendole “in una situazione di svantaggio rispetto ai concorrenti internazionali che operano negli Stati membri limitrofi, privi di analoghi prelievi”. Mentre, “un intervento coordinato a livello europeo è l’unico strumento in grado di garantire equità e neutralità competitiva”.

Consumatori e imprese si fanno sentire

La copertura finanziaria resta dunque un tema, con lo scostamento di bilancio e la richiesta di una qualche forma di contributo alle compagnie energetiche e alle banche che restano sul tavolo. Intanto, consumatori e imprese si fanno sentire. Nonostante “lo sforzo fatto dal governo per attenuare il caro carburante in una fase segnata da tensioni e incertezze internazionali”, sono necessari “interventi strutturali ed efficaci in grado di attenuare la volatilità dei mercati nel lungo periodo”, commenta la Fnaarc, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio.

Mentre le associazioni dei consumatori, che a gran voce avevano richiesto un nuovo taglio delle accise, sottolineano la necessità di iniziative di più lungo respiro. Il Codacons critica però l’ipotesi di misure come “sconti mirati, bonus o social card riservati solo ad alcune fasce di reddito”, ribadendo che “limitare gli aiuti alle sole famiglie con redditi o Isee più bassi non abbasserebbe i prezzi alla pompa”, ma inoltre “lascerebbe milioni di automobilisti completamente esposti ai rincari”. Rincara la dose l’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui “sarebbe sbagliato concentrare le misure solo chi ha più bisogno”, perché vorrebbe dire “non considerare l’effetto che il caro carburanti ha sull’inflazione, il vero problema economico”.