Il governo sceglie di prolungare il taglio delle accise sul gasolio. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato una nuova proroga della misura, che consentirà di mantenere lo sconto di 17 centesimi al litro, Iva compresa, fino al prossimo 25 agosto.
La riduzione sarebbe dovuta terminare il 6 agosto, ma l'esecutivo ha deciso di estenderla per altre settimane nel tentativo di contenere gli effetti dell'impennata dei prezzi dei carburanti provocata dalla crisi energetica e dalle tensioni in Medio Oriente, che negli ultimi mesi hanno spinto verso l'alto le quotazioni internazionali del petrolio.
La proroga conferma quindi l'entità dello sconto già in vigore: per ogni litro di gasolio acquistato, gli automobilisti continueranno a beneficiare di una riduzione di 17 centesimi, considerando anche l'effetto dell'Iva.
La misura riguarda esclusivamente il diesel e non la benzina, confermando la scelta del governo di concentrare le risorse sul carburante maggiormente utilizzato dal trasporto merci e da una parte consistente del parco circolante italiano.
Nelle ultime settimane erano circolate diverse ipotesi, tra cui un eventuale intervento esteso anche alla benzina o una rimodulazione dello sconto, ma alla fine il Consiglio dei ministri ha optato per una semplice proroga alle stesse condizioni. Prima delle seduta si è tenuto un incontro fra la premier Meloni e i ministri Tajani, Salvini e Giorgetti per studiare le misure in campo.
L'obiettivo è attenuare l'impatto dei rincari su famiglie e imprese almeno fino alla fine dell'estate, in una fase in cui il costo dei carburanti continua a risentire delle tensioni sui mercati energetici internazionali.
Il provvedimento non convince però il Codacons. Secondo l'associazione dei consumatori, la proroga fino al 25 agosto non coprirà l'intero periodo degli spostamenti estivi, lasciando escluso il controesodo di fine mese. Inoltre, il mancato intervento sulla benzina penalizzerebbe milioni di automobilisti, mentre lo sconto sul gasolio, pur restando formalmente pari a 17 centesimi al litro, sarebbe stato in gran parte assorbito dai rincari registrati nelle ultime settimane.
Il Codacons avverte infine che, anche qualora le quotazioni del petrolio dovessero diminuire, i prezzi alla pompa potrebbero scendere con ritardo a causa delle consuete dinamiche speculative del mercato.