TREVISO - «Perfettamente d'accordo sulla richiesta di un tavolo di discussione sul tema della sosta in città e dei parcheggi. Sono pronto a convocare associazioni e categorie, condivido la richiesta della Fipe. Ma lo convoco per fare riflessioni serie e con numeri veri alla mano».
Il sindaco Mario Conte apre alle richieste arrivate dal mondo del commercio per trovare una soluzione a un problema sollevato da alcuni esercenti, in particolare da Davide Fabris, contitolare del bar "Bloom" di via San Liberale: «Convenzioni non ce ne sono - ha detto Fabris - e in un mese, ogni mio dipendente, pagherebbe 400 euro solo per lasciare l'auto e venire al lavoro».
Il conto fatto è che attorno al locale la sosta costa 2 euro l'ora e un dipendente che lascia l'auto tutto il giorno rischia il salasso. Da qui la richiesta di un tavolo per parlare del problema. E Conte da una parte apre all'incontro, dall'incontro però bacchetta un uso che ritiene un po' leggero dei numeri.
«Capisco lo sfogo del Bloom e la sua provocazione, che però condivido fino a un certo punto - sottolinea Conte - i 400 euro al mese non esistono. Quel locale si trova al confine tra l'area dove la sosta costa 2 euro l'ora e quella dove costa 1,30. Basta spostarsi di dieci metri. E poi è il ragionamento che non torna.
Seguendo lo stesso principio verrebbe da dire: ma quanto spende al mese un lavoratore che fa ogni giorno la pausa pranzo al Bloom? Se uno ha bisogno di lasciare l'auto in città a lungo magari sceglie le zone dove costa meno, anche non a ridosso del proprio posto di lavoro. E ricordo che appena fuori Mura, quindi parliamo di una distanza massima di 200-300 metri da praticamente ogni zona del centro, i parcheggi sono totalmente gratuiti e ne verranno aggiunti altri 500 a quelli attuali. Io sono pronto a fare ogni tipo di confronto, ma con numeri reali, sensati. Gli esercenti sono imprenditori e sanno perfettamente che i conti devono restare in equilibrio. E questo vale anche per il Comune».
Il tema della sosta è complesso. La Fipe ha anche elaborato un progetto che prevede di riservare ai clienti i posti più vicini ai locali e individuare delle aree-sosta a prezzi più vantaggiosi per i dipendenti: «Sono tutte soluzioni che siamo pronti a valutare ed esaminare - ribatte Conte - ma le riflessioni in ballo sono tante.
Prendiamo gli abbonamenti: è complicatissimo pensare a un abbonamento per la sosta in centro per ogni dipendente di un locale. Anche perché le stesse esigenze le hanno chi lavora in ufficio, le tantissime partite Iva che lavorano in città e ovviamente i residenti. Insomma: tutte le richieste devono essere tenute nel debito conto».
E poi un'osservazione che riapre un vecchio discorso: la pedonalizzazione. «I commercianti continuano a chiedermi di abbassare il costo della sosta per aumentare il giro delle auto in centro, a questo punto però vorrei capire qual è la loro posizioni sulla pedonalizzazione che dovrebbe andare nel senso opposto. Questo si lega al tema del trasporto pubblico, altro elemento da considerare nel confronto che ho intenzione di convocare».
Intanto Coalizione Civica rilancia un'idea: «Un'alternativa alla sosta (costosa) dentro le mura sia l'utilizzo del park Miani. Per il Miani potrebbero essere studiate tariffe agevolate per i lavoratoti del centro storico e un servizio di bus navetta che li porti in centro e li riporti la multipiano almeno nelle ore in cui sono concentrate la maggior parte delle aperture e delle chiusure delle attività commerciali e della ristorazione.
La possibilità di raggiungere il centro all'inizio del lavoro e il parcheggio alla fine in modo comodo e sicuro permetterebbe ai lavoratori di ridurre la spesa per il parcheggio, ridurrebbe il numero degli autoveicoli circolanti in centro storico e aumenterebbe la disponibilità di stalli per i clienti delle attività».