okayduckyachtclub.xyz

Caso Delmastro, la Camera nega l’autorizzazione all’uso delle chat. Bagarre in aula: il M5S sventola i cellulari, i deputati Avs bendati


Roma, 5 agosto 2026 – Negata l’autorizzazione all'uso delle chat tra l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan senese. Con 206 voti a favore e 133 contrari, la Camera ha approvato – con scrutinio segreto chiesto dalle opposizioni di Pd, Avs e M5s – la relazione della Giunta per le Autorizzazioni che ha proposto di negare alla procura di Roma il sequestro delle chat tra Delmastro e Mauro Caroccia, finiti nell’inchiesta sulla ‘Bisteccheria d'Italia’, il ristorante romano di cui il deputato di Fratelli d'Italia era socio.

Caso Delmastro, la Camera nega l’autorizzazione all’uso delle chat. Bagarre in aula: il M5S sventola i cellulari, i deputati Avs bendati

Nordio: “Con le chat, si sequestra la vita intera”

"Sono soddisfatto del voto su Andrea Delmastro", considerando che la procura "aveva fatto una richiesta generica che riguardava le intere comunicazioni di un parlamentare", ma "più in generale, quando si fanno queste indagini sequestrando i telefonini delle persone, non ci si rende conto che si sequestra la loro intera vita”, spiega il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. 

“Per arrivare alla selezione delle cose che possono essere utili alle indagini, si prende visione anche di ciò che è intimo e magari riguarda terzi. Questo è inammissibile ed è irrazionale”, continua. “Se vogliamo continuare a utilizzare le intercettazioni, che sono effettivamente indispensabili per certi tipi di reati, dobbiamo trovare un sistema per isolare tutto quello che non riguarda le indagini, che poi però finiscono sui giornali o negli altri mezzi di stampa. È un'operazione difficile che va fatta con animo freddo e pacato, in termini razionali, senza però cadere nell'emotività che invece contrassegna queste discussioni", evidenzia il Guardasigilli.

Bignami (FdI): “La sinistra elesse Scalfaro che liberò 300 mafiosi”. E a Conte: “Tiri fuori le chat sulle mascherine”

La seduta, accesa fin da subito, è stata infuocata dall'intervento del capogruppo di Fdi Galeazzo Bignami, che ha tra l'altro attaccato l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. L'esponente di maggioranza cita più volte il presidente emerito Scalfaro, ricorda quando fu eletto al Quirinale dalla sinistra e poi "liberò 300 mafiosi". Parole che hanno suscitato la durissima reazione delle opposizioni, con proteste e urla e grida nell'emiciclo. 

Poco prima del voto, l'intervento del capogruppo FdI Galeazzo Bignami ha surriscaldato gli animi, suscitando le proteste delle opposizioni. Rivolgendosi a Conte, ha incalzato: “Tiri fuori le chat sugli affari delle mascherine”.  E ha proseguito: "Conte cita spesso Paolo Borsellino e la destra italiana si assume la responsabilità delle vittorie e delle sconfitte. Per noi fu una sconfitta che il Msi nel maggio del 1992 non riuscì a far eleggere Paolo Borsellino presidente della Repubblica. Lo votò e non venne eletto, e per noi quella è una sconfitta perché se fosse diventato presidente della Repubblica Paolo Borsellino sarebbe qui con noi a combattere le battaglie buone, giuste, a combattere le battaglie per l'Italia. La sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro, che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis", scandisce Bignami alzando il tono della voce.

Subito è scoppiata la bagarre in aula, con la presidente di turno Anna Ascani che è stata costretta più volte a richiamare diversi esponenti delle opposizioni, ma anche lo stesso capogruppo FdI.

Z4Z

La protesta dei deputati del Movimento 5 Stelle

Bagarre in aula: i M5S sventolano i telefonini, deputati Avs in aula bendati

Supplemento di protesta dopo il voto. I deputati pentastellati sono andati sotto ai banchi della maggioranza con sventolando i telefonini con le mani, richiamando lo slogan della campagna del Monvimento ‘Fuori le chat’. La seduta è stata sospesa. 

“Dopo aver sfidato con toni da machista la presidente di turno Ascani, dopo aver ingiuriato i parlamentari che sono andati a fare visita in un penitenziario, Bignami ha accusato la massima istituzione dello Stato di aver fatto liberare mafiosi: si scusi per aver offeso la memoria di Oscar Luigi Scalfaro, oppure c'è l'articolo 60 del nostro regolamento che censura con interdizione questo comportamento". Lo ha chiesto in Aula il vicepresidente di Avs alla Camera, Marco Grimadi, dopo "l'inaccettabile d'intervento del capogruppo di FdI Bignami". Dopo il voto, i deputati Avs si sono bendati in segno di protesta. 

Z4Z

La protesta dei deputati di Avs in aula alla Camera

Schlein a Meloni: “Non avrebbe più coperto nessuno? Ora lo fa”

"Vi chiediamo di votare a favore dell'autorizzazione, di non impedire di cercare la verità su fatti connessi alle mafie – ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, intervenuta alla Camera sul caso Delmastro – altrimenti non vogliamo mai più sentir nominare Paolo Borsellino e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo perché la memoria dei servitori dello Stato che hanno sacrificato la vita appartiene a tutti, appartiene alla Costituzione e oggi suggerirebbe di votare tutti insieme per far fare il loro lavoro ai magistrati nel contrasto alle mafie”. 

"La presidente del Consiglio aveva scelto parole molto nette, aveva detto che non avrebbe più coperto nessuno. Perché sta facendo il contrario?”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in aula alla Camera sul caso Delmastro. “Per anni abbiamo ascoltato esponenti di Fratelli d'Italia dai banchi dell'opposizione – ha proseguito la deputata Dem -. sostenere che chi esercita funzioni pubbliche ha il dovere di sottoporsi a ogni verifica perché la credibilità delle istituzioni passa anche dalla disponibilità a non sottrarsi ad alcun controllo. Poi, arrivati al governo, questo principio è cambiato improvvisamente. La trasparenza continua ad essere invocata solo se riguarda qualcun altro, mai se riguarda se stessi e io mi chiedo perché le regole cambino ogni volta che ad essere coinvolto è qualcuno che appartiene alla stretta cerchia della presidente del Consiglio", ha concluso Schlein.

Caso Delmastro, la Camera nega l’autorizzazione all’uso delle chat. Bagarre in aula: il M5S sventola i cellulari, i deputati Avs bendati

Appendino (M5S): "Oggi hanno vinto le mafie”

"Oggi hanno vinto le mafie: la destra ha detto no all'acquisizione delle chat di Delmastro e così il crimine è compiuto. Le conversazioni tra l'ex sottosegretario di Fratelli d'Italia e i Carroccia, famiglia del clan Senese, le chiedeva la Procura per indagare sugli affari della camorra. Si sono opposti per difendere uno di loro. Non è la prima volta che pensano solo a proteggere la loro tribù, ma la cosa più indecente è che stavolta nel farlo hanno fatto un regalo gigantesco alle mafie. Noi non possiamo accettarlo". Ha dichiarato la deputata M5S Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, in un video pubblicato sui suoi canali social.

Pittalis (FI): "Non è un privilegio, ma la difesa della Costituzione”

"La proposta della Giunta di negare l'autorizzazione al sequestro della corrispondenza dell'onorevole Delmastro Delle Vedove non costituisce alcuna interferenza nell'attività giudiziaria, ma rappresenta il corretto e responsabile esercizio di una competenza che la Costituzione attribuisce espressamente alla Camera. “Non siamo chiamati a formulare giudizi anticipati su responsabilità che verranno accertate nelle sedi competenti, tanto più che il parlamentare non risulta nemmeno indagato nel procedimento da cui trae origine la richiesta". A dichiararlo è ilil deputato di Forza Italia, membro della Commissione Giustizia, Pietro Pittalis, relatore del dossier in Assemblea. “Uno smartphone custodisce la rappresentazione integrale della vita privata di una persona  – prosegue l'esponente azzurro – come sentenziato dalla Corte di Giustizia Ue e dalla Cassazione. È clamorosa la contraddizione delle opposizioni che invocano continuamente il primato del diritto europeo sui migranti e lo dimenticano quando tutela la riservatezza e i dati personali dei cittadini".