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Caso Fakir, scontri nelle piazze: in migliaia al presidio del sindaco. Poi gli antagonisti scatenano il caos


Bologna, 20 luglio 2026 – Da una parte il dolore, le lacrime, le urla lancinanti dei famigliari davanti al Sacrario dei partigiani, al grido di “Giustizia e verità”. Dall’altra la rabbia, la violenza, gli scontri tra i manifestanti e la polizia (video) in una Bologna, ancora una volta, a ferro e fuoco. Il presidio indetto per Abderrhaim Fakir, cittadino marocchino morto al Pilastro domenica durante un intervento della polizia, ha visto arrivare in piazza quattromila persone, oltre ai famigliari del 42enne e a molti politici del centrosinistra locale.

Migliaia di persone in piazza per il "momento di raccoglimento”, organizzato dal sindaco dopo la morte di Abderahhim Fakir durante un'operazione di polizia

Migliaia di persone in piazza per il "momento di raccoglimento”, organizzato dal sindaco dopo la morte di Abderahhim Fakir durante un'operazione di polizia

Gli scontri tra polizia e antagonisti

Poi sono arrivati anche i facinorosi, almeno 200: hanno aizzato la piazza al grido di “assassini” e “via lo scudo penale”, scandendo “tutto il mondo odia la polizia”, spianando mano a mano la strada alla tensione che alla fine è sfociata negli scontri. 

Caso Fakir, scontri nelle piazze: in migliaia al presidio del sindaco. Poi gli antagonisti scatenano il caos

Sono volati da una parte cartelli stradali, bombe carta, bottiglie vuote verso gli agenti schierati. La polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni per disperdere la folla. Si sono levati scudi e manganelli e la violenza – così com’è stato lo scorso anno sotto le Torri dopo la morte di Ramy a Milano o prima della partita di basket tra la Virtus e gli israli del Maccabi Tel Aviv – ha preso il sopravvento.

FOTO Presidio per Fakir, scontri con la polizia

Momenti di tensione

A nulla sono serviti gli appelli dei famigliari e di chi, con le foto di Fakir in mano, ha parlato di “un giorno di lutto” dove “non ci può essere spazio per la violenza”. Non è bastato neppure lo sforzo di una donna con l’hijab, che ha strappato via dalle mani di un ragazzo con il volto travisato una bottiglia vuota. La marea umana, con antagonisti e collettivi in prima fila, si è spinta sempre di più verso la Prefettura. Fino a che la tensione non è esplosa.

Undici feriti

Almeno cinque feriti tra i poliziotti (altri sei si sono registrati tra gli attivisti). Almeno tre sono quelli che hanno richiesto un medico tra le fila dei manifestanti, tra i quali c’erano volti noti dei collettivi universitari, di Tpo, Labàs e i comitati popolari del Pilastro. Tanti anche i ragazzini col volto travisato, affianco ai professionisti del disordine. Due, invece, i fermati.

Malore per la sorella di Abderrhaim

Il codoglio era partito alle 19 con il presidio lanciato da Matteo Lepore. Il sindaco aveva lasciato spazio ai famigliari di Fakir: un momento straziante, tanto che la sorella di Abderrhaim – Kadija – ha anche accusato un malore a seguito di un calo di zuccheri, forse per l’emozione, e un’ambulanza si è dovuta fare largo tra la folla per soccorrerla (non è in pericolo).

Quattromila manifestanti dal Nettuno

Quattromila manifestanti dal Nettuno

La nipote: “No odio, ma giustizia”

A prendere parola è stata però la nipote, Yosra (video): “Quello che successo ha lasciato dolore, rabbia e tante, tante, tante domande – ha scandito la ragazza piangendo copiosamente –. Non siamo qui per chiedere odio o vendetta, ma giustizia, rispetto e soprattutto umanità”. Poi la famiglia della vittima ha incontrato il questore Gaetano Bonaccorso, insieme con Lepore, che ha detto: “Sono choccato. Bologna ha tante domande, dovranno essere i magistrati a rispondere”.

Spuntano le bandiere di Rifondazione

Spuntano le bandiere di Rifondazione

Oggetti contro la polizia, partiti gli idranti

Ma è quando è finito il momento del cordoglio, e sono partiti gli slogan contro le forze dell’ordine, che la situazione è degenerata. Il ‘serpentone’ si è spostato dalla piazza a sotto la Prefettura, circumnavigando il Comune, e ha riempito il largo davanti al palazzo del Governo. Sono spuntate bandiere della Palestina, i cori si sono fatti più aggressivi e rumorosi. Qualcuno ha cercato di trattenere i facinorosi, chiedendo “rispetto per la morte di un uomo”; altri sono rimasti in sit-in davanti ai blindati, mentre un elicottero ha pattugliato la città dall’altro per tutto il tempo. La diplomazia non è durata a lungo: poco dopo le 20 sono volati i primi oggetti contro i poliziotti e sono partiti i primi getti degli idranti. Più volte.

L’avvocato Anselmo: “Scontri, attacco alla famiglia di Fakir”

Fabio Anselmo, avvocato dei Fakir, ha parlato degli scontri come di “una ferita” e di “un attacco alla famiglia che “ha chiesto calma, educazione e rispetto”. Un gruppo di 100 antagonisti con il volto travisato è rimasto a lanciare la qualunque contro gli operatori fino a dopo il tramonto. Una Bologna a due facce, divisa tra il dolore e la violenza.