Gli inquirenti indagano sul rapporto di Di Vita con un'amica di famiglia e insegnante di matematica. La donna, riconvocata a un mese di distanza dalle sue precedenti deposizioni, è stata ascoltata in questura per quattro ore. Sono attese nei prossimi giorni anche altre convocazioni. Mentre sono in corso in Germania gli esami sugli alimenti e nei reperti prelevati nell'abitazione delle vittime
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Proseguono le indagini sul caso di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita, morte per avvelenamento da ricina lo scorso dicembre a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Mentre Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, è risultato negativo ai test sulla ricina, gli inquirenti continuano a indagare sulla sua posizione e sul suo rapporto con un'amica di famiglia e insegnante di matematica. La donna, riconvocata a un mese di distanza dalle sue precedenti deposizioni, è stata ascoltata in questura per quattro ore. Era infatti già stata sentita nelle ore di Ferragosto e poi ancora una settimana dopo, il 20, quando ci fu anche il confronto con Gianni Di Vita. Sono attese nei prossimi giorni anche altre convocazioni. Nel frattempo, restano gli esami ancora in corso a Berlino, dove gli esperti tedeschi che collaborano con gli investigatori italiani cercano tracce della ricina negli alimenti e nei reperti prelevati nell'abitazione delle vittime.
L'insegnante è stata interrogata come persona informata dei fatti e nelle settimane passate è stato ascoltato anche suo marito, che ora potrebbe essere riconvocato a breve. Gli inquirenti continuano a indagare sulla vicenda cercando di ricostruire frequentazioni, relazioni, scambi di mail, messaggi telefonici, comportamenti sospetti, tra le persone che ruotano attorno al caso. L'inchiesta resta però ancora senza indagati per l'ipotesi di duplice omicidio premeditato.
L'insegnante non è stata l'unica ad essere ascoltata in queste ore dagli uomini della Squadra Mobile guidati da Marco Graziano. Su disposizione della procuratrice Elvira Antonelli è stata sentita a lungo una cugina dell'ex sindaco, mentre nei giorni scorsi era tornata davanti agli agenti per tre ore anche Laura Di Vita, anche lei cugina di Gianni. Intanto, la pista più battuta nell'inchiesta resta quella delle relazioni nascoste.