TRENTO. La stagione dei funghi entra nel vivo e, con l’aumento delle presenze nei boschi, cresce anche il rischio di incidenti, malori e persone disperse.
A lanciare un accorato appello è il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico che racconta di essere già stato impegnato in numerose operazioni di ricerca e soccorso che hanno coinvolto cercatori di funghi colti da malore, dispersi nei boschi o a seguito di cadute in zone impervie.
Le recenti piogge d'altronde hanno già favorito la crescita dei funghi in diverse aree del nord, mentre le precipitazioni previste nei prossimi giorni potrebbero contribuire ad avviare più diffusamente la stagione anche nel resto d'Italia.
Ecco perché si ritiene che questo sia il momento buono per ricordare alcune importanti buone pratiche di sicurezza.
"Il soccorso alpino e speleologico - spiegano - invita tutti gli appassionati a vivere la stagione dei funghi con prudenza e consapevolezza. Il bosco può sembrare un ambiente facile e familiare, ma una caduta, un malore o la perdita dell’orientamento possono trasformare rapidamente una giornata di svago in un’emergenza. Poche e semplici precauzioni possono fare la differenza".
"Preparazione fisica - mettono in cima all'elenco i soccorritori -: è importante essere in buone condizioni fisiche e scegliere itinerari adeguati alle proprie capacità, evitando percorsi troppo lunghi o impegnativi, soprattutto per le persone più anziane".
"Calzature adeguate: vanno sempre evitati gli stivali di gomma, anche su terreni apparentemente facili. È preferibile utilizzare scarponi da montagna con suola tecnica, in grado di garantire maggiore stabilità e aderenza".
"Evitare di andare da soli: spesso i cercatori di funghi preferiscono muoversi da soli per non rivelare i propri luoghi di raccolta. È però una scelta rischiosa: anche un piccolo infortunio, come una frattura, può rendere impossibile proseguire e molto più difficile chiedere aiuto".
"Cellulare, comunicazioni e app GeoResQ: anche se nei boschi la copertura telefonica non è sempre garantita, il cellulare rimane un importante strumento di sicurezza. È fondamentale comunicare a familiari o conoscenti la zona in cui ci si reca e il percorso previsto, evitando di modificarlo senza avvisare e comunicando sempre il proprio rientro. È inoltre consigliato utilizzare GeoResQ, l’app del Soccorso Alpino che consente di registrare e tracciare il proprio percorso. È importante informare familiari o conoscenti del fatto che si sta utilizzando l’app: in caso di mancato rientro o di necessità, le informazioni sul percorso effettuato possono rappresentare un aiuto prezioso per ricostruire gli spostamenti e facilitare le operazioni di ricerca.
"Se ci si smarrisce: perdere l’orientamento può accadere, ma è importante mantenere la calma. Quando possibile, è preferibile tornare sui propri passi anziché proseguire alla cieca, rischiando di addentrarsi ulteriormente nel bosco o raggiungere zone impervie. Uno zaino di sicurezza: un piccolo zaino ben organizzato può fare la differenza. È utile portare con sé un kit di primo soccorso, un coltellino multiuso, un indumento caldo, una giacca impermeabile, un telo termico, una pila frontale, qualcosa da mangiare e soprattutto una quantità adeguata di acqua. Con poco peso in più si possono affrontare con maggiore sicurezza molte situazioni impreviste".