Le foreste più fitte nascondono spesso più di quanto mostrano dall'alto. Tra i canyon più ripidi di Taiwan, un gruppo di scienziati e scalatori cercava semplicemente gli abeti più alti dell'isola. Il progetto, battezzato "Taiwan tree seekers", è finito su Frontiers in Forests and Global Change.
Il team, guidato dalle ricercatrici Rebecca Chia-Chun Hsu, Chi-Kuei Wang e Chung-Cheng Lee, ha lavorato in un territorio dove 258 cime superano i 3.000 metri, fino ai 3.952 del monte Jade.
Proprio questa asperità estrema, che ha reso impossibile il disboscamento industriale tra il 1912 e il 1991 nei versanti più dirupati, ha permesso a lembi di foresta primaria di sopravvivere indisturbati per secoli, custodendo esemplari di Taiwania cryptomerioides (qui una foto) mai misurati prima.
Le prime spedizioni, nel 2014, si sono concentrate su un gruppo noto come le "Tre Sorelle di Cilan": il fusto più alto ha misurato 69,3 metri, con un tronco largo quasi tre metri, e per la popolazione Rukai porta un nome che dice tutto: "l'albero che tocca la luna".
La svolta operativa è arrivata quando i ricercatori hanno affiancato alle spedizioni a piedi la tecnologia LiDAR, capace di ricostruire dall'alto l'altezza della vegetazione tramite impulsi laser lanciati da velivoli e con cui, tra l'altro, hanno scoperto altre città sommerse della vegetazione.
Il terreno accidentato generava però un tasso di falsi positivi del 93%, scambiando dirupi e strapiombi per alberi giganti: inviare spedizioni sul campo basandosi solo sull'algoritmo avrebbe significato sprecare anni verso cime inesistenti.
Per filtrare le anomalie, dal 2020 centinaia di volontari taiwanesi hanno analizzato manualmente i profili laser, portando nel 2022 alla pubblicazione della Taiwan Giant Tree Map, un censimento di 941 alberi sopra i 65 metri.
Nel gennaio 2023, seguendo il candidato più promettente segnalato dalla mappa, la squadra ha risalito un fiume per 20 km e affrontato due giorni di salita ripida fino a misurare un esemplare di 84,1 metri, ribattezzato "Spada del Cielo del fiume Da'an" e riconosciuto come l'albero più alto di tutta l'Asia orientale.
Nei pressi del monte Benya i ricercatori hanno poi contato 11 giganti sopra i 65 metri in un solo ettaro, mentre attorno al lago Great Ghost, a dieci anni dal primo viaggio, hanno individuato circa 30 abeti monumentali cresciuti fianco a fianco in una foresta rimasta intatta e mai toccata dalle motoseghe.
All'inizio del 2026 il gruppo aveva già scalato dieci abeti oltre i 70 metri, due dei quali superavano gli 80.
Nel 2024, insieme a 15 volontari, i ricercatori hanno misurato anche la capacità di stoccaggio del carbonio nella valle dell'albero Tao, dove cresce il terzo esemplare più alto dell'isola: la sola biomassa fuori terra ha raggiunto 1.384,5 megagrammi per ettaro, senza contare le radici sotterranee, un valore che colloca queste foreste tra le più dense al mondo per carbonio accumulato.
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