La vacanza islandese di Cesare Cremonini si trasforma anche in una parentesi creativa. Dopo i ghiacciai, il viaggio in elicottero e i giorni trascorsi con Caterina Licini, il cantautore è entrato nei Flóki Studios, nel nord dell’Islanda. «Ho approfittato della vicinanza con questo tempio di ispirazione per scrivere nuovo materiale. Che posto magico», ha raccontato sabato 22 agosto sui social. A giugno aveva già annunciato un nuovo album in arrivo entro la fine del 2026
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Dai ghiacciai alla sala di registrazione il passo, almeno per Cesare Cremonini, è stato breve. Quella che sembrava soprattutto una vacanza nel grande Nord si è trasformata anche in una parentesi creativa. Il cantautore bolognese ha infatti raccontato sui social di avere approfittato del viaggio in Islanda per entrare nei Flóki Studios, nel nord dell’isola, e dedicarsi alla scrittura di nuovo materiale.
«Oggi nei favolosi Flóki Studios nel nord dell’Islanda. Ho approfittato della vicinanza con questo tempio di ispirazione per scrivere nuovo materiale. Che posto magico», ha scritto Cremonini sabato 22 agosto.
Poche parole, sufficienti però a spostare il racconto del viaggio dai paesaggi islandesi alla musica. Perché, dopo essersi fermato persino ad ascoltare e registrare il “suono” di un ghiacciaio, Cremonini sembra avere trovato tra silenzio, oceano e spazi sconfinati anche qualcosa da mettere su carta.
I Flóki Studios sorgono nella penisola di Tröllaskagi, nel nord dell’Islanda, in un’area lontana dai grandi centri abitati e pensata proprio per offrire agli artisti un luogo nel quale lavorare immersi nella natura e lontani dalle distrazioni.
Lo studio combina apparecchiature analogiche e digitali con un ambiente che fa del paesaggio islandese parte stessa dell’esperienza creativa. Non stupisce quindi che Cremonini lo abbia definito un «tempio di ispirazione».
Anche il nome racconta qualcosa dello spirito del luogo. Flóki richiama Hrafna-Flóki Vilgerðarson, navigatore vichingo legato alle prime esplorazioni dell’Islanda. Secondo la tradizione utilizzò dei corvi per orientarsi durante il viaggio verso l’isola. Più di mille anni dopo, al posto dei corvi ci sono microfoni, strumenti e registratori, ma l’idea della ricerca di qualcosa di sconosciuto conserva una suggestione decisamente appropriata.
Nei giorni precedenti Cremonini aveva raccontato sui social soprattutto il lato più spettacolare del viaggio islandese insieme alla compagna Caterina Licini: i grandi ghiacciai, un sorvolo in elicottero, escursioni tra rocce e distese di ghiaccio e un bagno nelle gelide acque islandesi affrontato dalla giovane.
A colpire era stato però soprattutto un dettaglio inevitabilmente musicale. Davanti a un ghiacciaio, Cremonini si era fermato ad ascoltarne e registrarne i rumori, lasciando che per una volta fosse direttamente la natura a fornire la colonna sonora.
L’ingresso ai Flóki Studios sembra quindi quasi la naturale prosecuzione di quel momento. Cremonini, evidentemente, riesce con difficoltà ad andare davvero in vacanza dalla musica: basta incontrare uno studio lungo il viaggio perché il silenzio torni a riempirsi di parole, idee e possibili melodie.
Il riferimento al «nuovo materiale» acquista ulteriore interesse alla luce di quanto raccontato dallo stesso artista lo scorso giugno, in occasione dei concerti al Circo Massimo di Roma.
Cremonini aveva infatti annunciato di avere già pronto un nuovo album destinato a uscire entro la fine del 2026, descrivendolo come un progetto capace di segnare una nuova fase del suo percorso artistico, con un’attitudine più rock and roll dopo la stagione dei grandi stadi e degli spettacoli monumentali.
Il post pubblicato dall’Islanda non permette però di stabilire se il materiale scritto ai Flóki Studios sia destinato proprio a quel disco, se possa aggiungersi al progetto già annunciato oppure se rappresenti l’inizio di qualcosa di successivo.
Cremonini parla semplicemente di «nuovo materiale», senza fornire ulteriori indicazioni. E proprio questa cautela lascia aperta la parte più interessante della storia.
L’Islanda era iniziata come una destinazione di viaggio. Poi sono arrivati il rumore del ghiaccio, uno studio nel grande Nord e qualche nuova pagina da riempire.
Per Cesare Cremonini, evidentemente, anche il silenzio può finire per avere una melodia.