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Ceuta, nuove accuse della Spagna all’Italia: «Logiche elettorali»


Lo scontro

Ceuta, nuove accuse della Spagna all’Italia: «Logiche elettorali»

Interviene il ministro degli Esteri spagnolo Albares: «Il governo italiano non è stato solidale come la stragrande maggioranza dei partner Ue»

Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares è tornato ad attaccare l’Italia per la decisione di sospendere Schengen dopo i fatti di Ceuta  EPA

Nuove accuse da Madrid all’Italia sulla sospensione di Schengen. Per la Spagna, l’atteggiamento del governo di Roma dopo la crisi di Ceuta «lungi dall’essere solidale come quello della stragrande maggioranza dei partner Ue», è stato dettato da «interessi di parte e logiche elettorali». Cresce comunque l’allarme per un possibile nuovo assalto nei prossimi giorni. Il ministro degli Esteri spagnolo Albares ha avvertito: «Chiunque entri in modo irregolare verrà rimpatriato». Bruxelles continua a mediare e assicura: «I controlli tra Italia e Spagna sono temporanei, la situazione tornerà alla normalità».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Sullo sfondo la decisione del governo italiano, dopo l’ingresso di massa a Ceuta di oltre 70.000 persone dal Marocco il 30 e 31 luglio, di sigillare le frontiere con controlli sulle navi e sugli aerei in arrivo dalla Spagna provocando la contro-decisione analoga di Madrid.

L’Italia mantiene per ora la linea dura

Roma per ora mantiene la linea dura, decisa a non cambiare decisione almeno fino a ferragosto. Giovedì 13 agosto il comitato Schengen ha convocato in audizione a San Macuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il quale ribadirà la preoccupazione che ha spinto il governo a chiudere le frontiere con la Spagna e ad aprire il durissimo scontro diplomatico con Madrid. Una decisione che, però, ribadiscono dal Viminale, potrà essere revocata quando la minaccia rientrerà.

La distanza politica tra i due governi

Anche se la sospensione di Schengen rientrerà, sarà molto più lunga ricucire la tensione tra Roma e Madrid, segnata dalla profonda distanza ideologica tra i due governi agli antipodi anche sulle politiche migratorie. Sanchez è convinto che Giorgia Meloni sfrutti la crisi di Ceuta per contrastare le crepe interne e arginare l’ascesa di Vannacci. Albares ha attaccato senza giri di parole: «L’atteggiamento dell’Italia non è stato di solidarietà e sostegno, come invece la stragrande maggioranza dei paesi dell’Unione Europea», bensì di «probabile risposta a interessi di parte» e «esigenze elettorali interne». Altro che invasione di migranti in Spagna, ha incalzato, l’Italia «registra un numero maggiore di ingressi irregolari rispetto alla Spagna» mentre sono «minimi» i movimenti secondari di migranti irregolari dalla Spagna all’Italia, «sotto l’1%», ha aggiunto Albares.

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