okayduckyachtclub.xyz

Chi è agli arresti domiciliari può usare chat e social?


Chi si trova ai domiciliari ristretti può usare internet per comunicare con persone diverse da quelle con cui convive?

Gli arresti domiciliari costituiscono una misura cautelare restrittiva della libertà personale delle persone indagate o imputate in un processo penale. L’obiettivo del provvedimento è di impedire i contatti con l’esterno e che ulteriori reati possano essere commessi. Ciò premesso, con il presente articolo risponderemo alla seguente domanda: chi è agli arresti domiciliari può usare chat e social?

Praticamente, si tratta di comprendere la misura cautelare che impedisce di uscire di casa comporti anche il divieto di utilizzare il cellulare o il computer per navigare in internet. Insomma: chi è agli arresti domiciliari può usare chat e social? Approfondiamo l’argomento.

Indice

Cosa sono gli arresti domiciliari?

Come anticipato, gli arresti domiciliari sono una misura cautelare che impongono all’indagato/imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora (art. 284 c.p.p.).

Gli arresti domiciliari sono comminati quando c’è il fondato motivo di ritenere che il soggetto sottoposto a procedimento penale possa reiterare la propria condotta illecita, inquinare le prove oppure fuggire (art. 274 c.p.p.).

Il giudice non può comminare gli arresti domiciliari per reati di poco conto (pena massima inferiore a tre anni; art. 280 c.p.p.) oppure in assenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato/imputato (art. 273 c.p.p.).

Come funzionano gli arresti domiciliari?

Gli arresti domiciliari impediscono al soggetto che vi è sottoposto di lasciare la propria abitazione oppure il diverso luogo di privata dimora indicato nel provvedimento (casa di familiari, ecc.), purché non si tratti di immobile occupato abusivamente.

Se l’indagato/imputato non può altrimenti provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita ovvero versa in situazione di assoluta indigenza, il giudice può autorizzarlo ad assentarsi nel corso della giornata dal luogo di arresto per il tempo strettamente necessario per provvedere alle suddette esigenze o per esercitare un’attività lavorativa.

Dunque, qualora non possa provvedere diversamente al proprio sostentamento, il giudice deve autorizzare la persona sottoposta agli arresti domiciliari ad allontanarsi durante determinate ore del giorno, ad esempio per il tempo necessario a fare la spesa; il giudice può persino acconsentire all’allontanamento per recarsi sul posto di lavoro.

Le forze dell’ordine, di propria iniziativa, possono controllare in ogni momento l’osservanza delle prescrizioni imposte all’imputato.

La corretta osservanza della misura cautelare può essere garantita anche mediante l’applicazione del braccialetto elettronico, alla cui applicazione l’indagato/imputato deve però prestare il consenso (art. 275-bis c.p.).

La violazione degli arresti domiciliari costituisce il reato di evasione (art. 385 c.p.) e può comportare l’inasprimento della misura cautelare, che il giudice può convertire anche nella custodia in carcere.

Chi è ai domiciliari può usare chat e social?

Chi si trova agli arresti domiciliari può usare chat e social network, a meno che il giudice non abbia prescritto diversamente.

Secondo la legge (art. 284 c.p.p.), quando è necessario il giudice impone limiti o divieti alla facoltà dell’imputato di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitano o che lo assistono.

Secondo la giurisprudenza (Cass., 31 gennaio 2012, n. 4064), il divieto di comunicare con terze persone estranee ai familiari conviventi si estende alle comunicazioni tramite internet, anche qualora il provvedimento restrittivo non lo stabilisca espressamente.

Ciò tuttavia non significa che colui che è sottoposto agli arresti domiciliari con l’ulteriore restrizione di non comunicare con persone diverse dai conviventi non possa utilizzare internet per altri motivi, ad esempio per scopi di ricerca o di intrattenimento (streaming, ecc.).

Dunque, chi si trova ai domiciliari ristretti non può usare chat e social per comunicare con persone diverse da quelle con cui convive: sono quindi proibite piattaforme come Facebook, Instagram, WhatsApp e Telegram.

La prescrizione – per chi si trovi agli arresti domiciliari – di non comunicare con persone estranee deve infatti essere inteso nel senso di un divieto non solo di parlare con persone non conviventi ma anche di stabilire contatti con altri soggetti, sia vocali che a mezzo congegni elettronici (Cass., n. 46874/2016).

È invece lecito utilizzare internet e altri strumenti di comunicazione in forma passiva, cioè per mera ricezione di comunicazioni (cioè per la sola lettura), salvo naturalmente l’utilizzo – sempre consentito – per comunicare con il difensore, le forze dell’ordine e i servizi di emergenza (ambulanza, ecc.).

Va infatti ricordato che chi si trova in stato di custodia cautelare può sempre conferire con il proprio difensore, a meno che il giudice – per motivi eccezionali – non differisca tale diritto per il tempo massimo di cinque giorni dall’inizio dell’esecuzione della misura (art. 104 c.p.p.).

Riepilogando: chi è agli arresti domiciliari può usare il telefono o internet per comunicare con altre persone, a meno che il giudice non abbia stabilito, all’interno del proprio provvedimento, il divieto di interloquire con soggetti diversi dai conviventi.

Approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti si leggano i seguenti articoli: