E' successo nella serata di ieri e le operazioni hanno visto l'impegno di 12 soccorritori. L'uomo nonostante le ferite era riuscito a scendere lungo il sentiero con molta lentezza e difficoltà. E' stato trovato molto provato al parcheggio, aveva ricarica il cellulare ma non riusciva ad avviare il Nue 112 per assenza di rete telefonica
CHIUSAFORTE (UD). Prima la caduta e il ferimento, poi una telefonata al 112 per chiedere aiuto. E subito dopo, il silenzio: il cellulare dell’escursionista di 30 anni è diventato irraggiungibile, facendo scattare una complessa operazione.
E' successo nel tardo pomeriggio di ieri sul Montasio con un intervento della stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino, assieme alla guardia di finanza, ai vigili del fuoco, all'elisoccorso regionale e all'ambulanza.
Il ragazzo un attimo dopo la sua chiamata non era più raggiungibile e dunque non è stato possibile rilevare le sue coordinate da parte della centrale operativa.

Si è deciso di inviare sul posto l'elisoccorso regionale, che ha prelevato alcuni soccorritori per portarli sulla cima del Montasio a perlustrare in discesa la scala Pipan, con qualche difficoltà per la presenza di nuvole. Al contempo si sono effettuati dei sorvoli per cercare di individuarlo.
Poco prima delle 19 l'uomo è stato individuato al parcheggio dei Piani del Montasio, molto provato. Era infatti riuscito, dopo essere sceso lungo la scala Pipan e dopo la sua caduta avvenuta sul sentiero attrezzato Leva ad una quota di circa 2000 metri, a circa metà percorso, a scendere in autonomia con molta lentezza e difficoltà, anche a causa delle nuvole basse, direttamente per i ripidi prati fino a raggiungere appunto il parcheggio.
Qui dopo aver ricaricato un po' il cellulare, aveva cercato di avvisare il Nue112 senza riuscirci per assenza di rete telefonica. Dopo la valutazione del medico dell'elisoccorso regionale, è stato affidato all'ambulanza diretta a Tolmezzo.