Non solo nei Comuni dell'hinterland vengono installate barriere per bloccare la macchia di presunto gasolio nel Naviglio. A Milano la Protezione civile del Comune è intervenuta all'altezza della Canottieri per evitare che la macchia raggiunga la Darsena. "Conseguenze sulla fauna ittica e danni ambientali", ha dichiarato il direttore del Parco del Ticino
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Anche a Milano, non solo nei Comuni dell'hinterland, sono in corso le operazione di installazione di una barriera per bloccare la macchia di presunto gasolio nel Naviglio.
"Stiamo lavorando per capire cosa sia successo", aveva detto in un video pubblicato su Facebook il vicesindaco di Magenta, Simone Gelli. "Si sta cercando di capire di che natura siano questi idrocarburi, non solo per risalire ai colpevoli, ma anche per mettere in essere tutte quelle attività che possano bloccare tutte le sostanze che sono state sversate". L'assessore all'Ecologia del Comune di Abbiategrasso, Valter Bertani, non nasconde la propria preoccupazione ed è in "costante contatto" con Prefettura e Consorzio Villoresi. Il liquido nero è stato segnalato anche sui social ufficiali del Comune di Corsico. "Gli uffici e la Polizia Locale stanno seguendo ogni sviluppo e monitorano la situazione, per quanto riguarda il nostro territorio" si legge sul profilo Instagram del Comune.
A Milano l'operazione della Protezione civile è avvenuta all'altezza della Canottieri per evitare che la macchia raggiunga la Darsena. "Le quantità sono grandi", ha scritto su Facebook l'assessore Granelli. "Città metropolitana, consorzio Villoresi che gestisce i Navigli, Comune di Milano con direzione ambiente e protezione civile Milano stanno coordinandosi con i vigili del fuoco per cercare di fermare l'onda inquinante. Abbiamo posizionato barriere di panne assorbenti a Robecco, Gaggiano e ora a Milano, in via Ludovico il Moro al n.25", ha aggiunto Granelli.
Con il passare delle ore, il direttore del Parco del Ticino, Claudio De Paola, interpellato dall'Ansa, ha ammesso la sua preoccupazione: "Il danno è sicuramente grande, con conseguenze pesanti alla fauna ittica e non solo e sarà necessario un grosso intervento per risanare il più possibile". "Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati. La Lipu ci ha informato che stanno cercando di trattare un cigno imbrattato", ha aggiunto, "e ci risulta che il Consorzio Villoresi abbia incaricato una società specializzata in bonifiche". "Noi", ha concluso, "lavoreremo e ci occuperemo dei danni ambientali".