
di Nazareno DINOI
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venerdì 4 settembre 2026, 22:10
Un pugno in pieno volto a un ragazzino di appena quattordici anni per una richiesta tanto semplice quanto legittima: andare più piano con l’auto. È l’assurda violenza che si è consumata a Manduria (Taranto) per motivi assolutamente banali e che ha provocato al minorenne la frattura del setto nasale, rendendo necessario un intervento chirurgico. La vittima, figlio di cittadini stranieri naturalizzati e residenti da tempo nella città messapica, è stato ricoverato nel reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Taranto.
Ieri mattina è stato sottoposto a un delicato intervento per la ricostruzione del setto nasale fratturato a seguito del pugno. L’episodio si sarebbe verificato nella serata del 2 settembre in viale Piceno, nei pressi del passaggio a livello della stazione ferroviaria. Il quattordicenne stava attraversando la strada sullo skateboard insieme a un amico per raggiungere piazza Giovanni XXIII.
In quel momento, secondo il suo racconto, sarebbe sopraggiunta improvvisamente un’automobile a velocità sostenuta. L’amico, che procedeva poco più indietro, per evitare di essere investito sarebbe stato costretto a saltare dallo skateboard mentre il conducente avrebbe frenato bruscamente. I due ragazzi avrebbero quindi invitato l’automobilista a rallentare.
Una semplice osservazione che, secondo quanto denunciato ai carabinieri dalla madre della vittima, avrebbe scatenato una reazione spropositata. Dal mezzo sarebbero scesi il conducente e un giovane di circa vent’anni. Quest’ultimo, forse il figlio di chi guidava la macchina, si sarebbe avvicinato al quattordicenne e, senza esitazione, gli avrebbe sferrato un pugno in pieno volto, facendolo cadere sull’asfalto. Subito dopo sarebbe risalito sull’automobile, allontanandosi insieme agli altri occupanti come se nulla fosse accaduto.
Nell’abitacolo sarebbe stata presente anche una donna che avrebbe invitato gli uomini a lasciar perdere, facendo presente che si trattava soltanto di ragazzini. Il presunto aggressore è stato descritto come un giovane «snello e palestrato, con un ciuffo biondo e un accento straniero». Anche il conducente, apparentemente di circa cinquant’anni, avrebbe avuto un accento non italiano. L’automobile sarebbe una Bmw X6 di colore nero o grigio scuro, con targa straniera della quale il minorenne sarebbe riuscito a ricordare soltanto le lettere iniziali.
Dopo l’aggressione, il ragazzino è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Marianna Giannuzzi di Manduria e successivamente trasferito al «Moscati» di Taranto. La madre ha quindi presentato una formale querela alla stazione dei carabinieri di Manduria allegando la documentazione sanitaria. I militari della compagnia di Manduria, al comando del maggiore Alessandro Torto, hanno già acquisito le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Tra queste anche quelle della rete pubblica gestita dalla polizia locale che ha consegnato i file. La speranza è che almeno uno degli impianti possa aver ripreso la scena dell’aggressione, il passaggio della Bmw e, soprattutto, il numero completo della targa.
La madre del quattordicenne, profondamente scossa, racconta di non sentirsi più sicura nel lasciare il figlio libero di muoversi per le strade della città. Dopo quanto accaduto, anche un semplice pomeriggio trascorso con gli amici è diventato motivo di paura e preoccupazione.
«Mio figlio è uscito come fanno tanti ragazzi della sua età ed è tornato a casa con il volto ferito, fino a dover subire un intervento chirurgico – afferma la donna –.
Adesso non mi sento più tranquilla a lasciarlo andare in giro per Manduria. Chiedo che venga fatta giustizia e che il responsabile di questa aggressione venga identificato. Nessun ragazzo dovrebbe rischiare di essere picchiato soltanto per aver chiesto a un automobilista di rallentare».
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