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Chiosco di viale Caduti, scintille. La struttura passa al cinema Principe. L’associazione: "Presidio quasi azzerato"


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L’assessora Ferrari assicura la continuità dell’attività di ’via Piave e dintorni’. Ma i volontari protestano "Spostati sul lato opposto della piazza, non serviamo: dalla nuova posizione visibilità ridotta al minimo" .

L’assessora Ferrari assicura la continuità dell’attività di ’via Piave e dintorni’. Ma i volontari protestano "Spostati sul lato opposto della piazza, non serviamo: dalla nuova posizione visibilità ridotta al minimo" .

L’assessora Ferrari assicura la continuità dell’attività di ’via Piave e dintorni’. Ma i volontari protestano "Spostati sul lato opposto della piazza, non serviamo: dalla nuova posizione visibilità ridotta al minimo" .

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Il presidio resta, ma dall’altra parte della strada. Per quanto riguarda invece il chiosco, originariamente concesso all’attività via Piave e dintorni, sarà destinato al cinema Principe. È quanto affermato dall’assessora all’urbanistica, Carla Ferrari nella seduta del Consiglio comunale in risposta all’interrogazione della consigliera Katia Parisi di Modena civica sulla concessione del chiosco di viale Caduti in Guerra – vicolo di Porta Albareto.

"La scelta di destinare il chiosco e l’area circostante a funzioni connesse all’attività del cinema Principe potrà garantire un presidio efficace dell’area in termini di sicurezza – ha detto Ferrari –. Lo spostamento sul lato opposto di piazza Natale Bruni in una posizione visibilissima dell’associazione via Piave e dintorni, per la quale non sono previste interruzioni dell’attività, non comporta la chiusura della convenzione in essere in quanto il punto di presidio viene confermato".

Ma proprio sulla posizione del presidio i responsabili dell’associazione la vedono in modo diametralmente opposto. Andrea Tomassone, presidente dell’associazione e Gloria Marinelli (nella foto), vice presidente, nel merito infatti specificano: "Lo spazio che noi andremo ad occupare non avrà la stessa efficacia: è sempre sul piazzale, si ma dalla parte opposta che quindi riduce la visibilità. L’assessora fa uscire un messaggio che non ci rappresenta: lascia intendere che siamo noi a cercare visibilità quando, al contrario, la visibilità ci è necessaria sui punti critici della zona. Per restare un punto strategico in quella che è una zona critica dobbiamo mantenere quella posizione perchè tutto il nodo della criticità e la possibilità di osservazione al 110 per cento avveniva nel chiosco essendo una struttura a vetri ed essendo il passaggio di determinati soggetti proprio davanti e accanto al chiosco, nella cosiddetta passeggiata delle mura".

Presidente e vice presidente fanno presente come da quella ‘casettina in vetro’, infatti, proprio per la sua architettura fosse possibile osservare il cancello dei giardini Ducali, la parte posteriore del tempio fino ad arrivare alla zona di viale Crispi e Cavalcavia Mazzoni. "Tutti luoghi notoriamente critici della città. A questo punto la nostra presenza risulta praticamente inutile: avremo un risultato ridotto, del sei, sette per cento. Vedremo un lato della chiesa e del piazzale, quindi praticamente nulla".

Secondo l’assessora Ferrari poi "la disdetta ufficiale è stata formalizzata quando è stata individuata una soluzione alternativa, condivisa con gli occupanti del chiosco, ai quali, nel tempo intercorso, sono state prospettate numerose soluzioni, talune anche molto efficaci, nessuna delle quali accettate".

Ma Marinelli e Tomassone contestano l’assunto: "Il Comune ci ha presentato un solo spazio, una sola soluzione nel piazzale e sempre in via ufficiosa. Ora abbiamo scelto perchè ci hanno messo con le spalle al muro, affermando che avremmo dovuto lasciare subito il chiosco: ci saremmo trovati in mezzo alla strada". Infine, aggiungono, "reputiamo infine grave che un consigliere del Pd, pur avendo parlato bene di noi, abbia affermato che doveva sostenere la scelta del Comune, quindi l’utilizzo del chiosco da parte di un privato ma nel mentre ha aggiunto che noi come volontari sulla sicurezza, nonostante il nostro presidio di anni, non abbiamo risolto il problema della sicurezza a Modena. Questo potere non ce l’ha nessuno, neppure le forze dell’ordine nonostante il loro instancabile lavoro".

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