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Cinque mesi di attesa per un esame, Giancarlo: “Chiamato dal Cup dopo l’articolo. La presa in carico è il dimenticatoio”


Un paziente si sottopone a una visita oculistica: avere un appuntamento nel pubblico è diventata un’impresa

Un paziente si sottopone a una visita oculistica: avere un appuntamento nel pubblico è diventata un’impresa

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Macerata, 28 luglio 2026 – “Appena uscito l’articolo, si è trovato il posto per la visita di cui avevo bisogno”. Giancarlo Copponi racconta la seconda puntata della sua disavventura sanitaria. Il 13 febbraio scorso aveva provato a prenotare una visita oculistica, ma nonostante svariati tentativi l’unico risultato era stata la presa in carico, cioè la risposta automatica per mail dell’Ast, con l’assicurazione che presto sarebbe stato richiamato per l’appuntamento.

Cinque mesi senza notizie

Passati cinque mesi senza notizie, ieri Copponi aveva segnalato su queste pagine la vicenda. E nella tarda mattinata di ieri, il Cup lo ha chiamato: appuntamento il 3 agosto a San Severino.

“Da peones – commenta Copponi – vai dal medico per farti prescrivere un esame, magari una colonscopia, poi vai fiducioso allo sportello Cup e scopri che c’è un posto per l’indomani mattina. Però occorrono tre giorni di preparazione e non se ne fa nulla, e non possono prendere “in carico” perché vi è un posto libero. Torni a casa sconsolato e riprovi dopo 3 o 4 giorni: stessa storia. Alla terza volta non vi sono posti e quindi finalmente ti prendono “in carico”, ma qui scatta la presa in giro: nessuno si attiverà per garantire un diritto costituzionalmente garantito, fai la fine del “Deserto dei tartari“, precipiti in un oblio profondissimo, cioè nel dimenticatoio. Qui sta la genialata dell’assessore Calcinaro: per chi fa sondaggi, come la fondazione Gimbe, i risultati sembrano ottimi, i tempi di attesa per gli esami sono perfetti, ma nessuno sa che fine faranno quelli presi in carico. Una mia amica di Fano è stata presa in carico a settembre, ma se ne sono dimenticati. Forse – conclude amareggiato – la sanità regionale predilige i medici che fanno soldi a quelli che hanno fatto il giuramento di Ippocrate”.

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