La nuova scelta.
29 luglio 2026 alle 00:43


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Un’altra impresa, dopo quelle con il Cagliari e il Leicester: risollevare le sorti del calcio italiano. È quella a cui è ora chiamato Claudio Ranieri, nominato da Giovanni Malagò nuovo direttore tecnico della Figc e presidente del Club Italia. Gli stessi ruoli che, appena 18 giorni fa, erano stati dati a Paolo Maldini, dimessosi (con Leonardo) dopo il ribaltone su Andrea Pirlo.
A quarant’anni esatti dal suo passaggio dal campo alla panchina (chiuse da giocatore con il Palermo e poi cominciò ad allenare alla Vigor Lamezia, era il 1986), Ranieri apre un altro capitolo della sua leggendaria vita. Stavolta in Azzurro, lui che in Nazionale non aveva mai avuto ruoli e che fuori dai club aveva avuto soltanto un breve passaggio da ct della Grecia nel 2014, prima di scrivere la storia a Leicester.
L’annuncio
«Mi serviva una persona con cui condividere la scelta del ct», ha detto Malagò dopo il Consiglio Federale. «Perché, laddove non ci fosse stata, il mio ragionamento lasciava il tempo che trovava. Serviva una persona che diventasse direttore tecnico e presidente del Club Italia. Questa persona con la quale sono state condivise queste scelte è Claudio Ranieri che da pochi minuti ha garantito al sottoscritto il suo impegno e sta arrivando dalla Calabria».
Per Ranieri è la seconda esperienza da dirigente dopo quella alla Roma, dove è stato senior advisor: ruolo durato nemmeno un anno nella passata stagione, con l’addio ai giallorossi lo scorso 24 aprile a seguito delle divergenze con l’allenatore Gian Piero Gasperini, che 12 mesi fa aveva preso il suo posto sulla panchina romanista.
Si cambia
La virata su Ranieri è arrivata a neanche 24 ore dalle dimissioni di Maldini e Leonardo. Si erano susseguiti altri nomi: «Ma non ho mai pensato a Chiellini dt», ha precisato Malagò. «La mia linea è sempre stata di non cercare persone che lavorassero con club di A che avevano appoggiato la mia candidatura». Lo stesso dirigente della Juventus si era smarcato ieri, poco prima del Consiglio.
La scelta finale è anche un’inversione di rotta dall’inizio di Malagò, e non solo per il passaggio dall’asse milanese Maldini-Leonardo-Pirlo a quello romano Mancini-Ranieri. Ha dovuto rinunciare allo slogan «prima il dt, poi il ct» e messo la sua firma su Mancini: «È lui il nuovo ct», ha detto Malagò ai consiglieri. Per poi criticarli: «Dopo appena 2 minuti e 30’’, ho cronometrato, è uscita un’agenzia. Ci metterò 3 consigli come al Coni, ma scoprirò la talpa». Di Ranieri al Consiglio non aveva parlato, ma ora è realtà.
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