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Clochard morto a Caserta, il video choc dell'aggressione. «Ucciso per 50 euro, nessuno è intervenuto»


Arrestato uomo di origini ucraine. Dalle immagini si vede il clochard di nome Guido colpito violentemente e fatto cadere a terra, per poi essere raggiunto da una serie di calci alla testa e al torace

Clochard morto a Caserta, sui social il video choc dell'aggressione. «Ucciso per 50 euro»

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lunedì 24 agosto 2026, 14:29

Picchiato violentemente in piazza a Caserta, un clochard è morto all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano. Ad aggredire la vittima un uomo di origini ucraine poi arrestato. Sul fatto emergono nuovi e drammatici dettagli. Sui social network è stata diffusa una clip nella quale si vede l’uomo discutere con un’altra persona, poi arrestata dalla Guardia di Finanza, prima di essere improvvisamente aggredito. Dalle immagini si vede il clochard di nome Guido colpito violentemente e fatto cadere a terra, per poi essere raggiunto da una serie di calci alla testa e al torace. L’aggressore lo avrebbe quindi rialzato per sferrargli un ultimo, violentissimo pugno al volto. Una scena di inaudita ferocia, consumata mentre altre persone erano presenti. Guido sarebbe stato pestato a morte per un debito di 50 euro. Il movente, secondo quanto riporta Repubblica, sarebbe stato fornito dall'assassino agli inquirenti.

La denuncia

Per chi lo conosceva, Guido era un uomo che dopo aver lavorato come cameriere ha attraversato una vita difficile. Negli ultimi tempi viveva a Maddaloni e frequentava la mensa della chiesa di Nostra Signora di Lourdes», scrive sui social il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli. «Le immagini del pestaggio di Guido sono sconvolgenti – commenta Borrelli - Non c’è nulla di umano in una violenza simile. Un uomo già duramente messo alla prova dalla vita è stato massacrato mentre era a terra, sotto gli occhi di altre persone che, stando a quanto emerge, non sono intervenute per fermare quella furia. Altrettanto sconvolgente è la profonda indifferenza dei presenti che hanno assistito all’aggressione. Questa tragedia ci impone anche una riflessione più ampia – prosegue Borrelli – Dobbiamo potenziare i servizi sociali e le reti di assistenza per le persone fragili, per chi vive in strada e per chi rischia di rimanere completamente solo. Bisogna intercettare prima le situazioni di marginalità e costruire percorsi reali di reinserimento e protezione. Seguirò questa vicenda fino a quando non sarà fatta piena giustizia per un uomo che aveva già pagato un prezzo altissimo alla vita».

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