«Cara Elly Schlein perché non vieni qui a spiegare quanto è accaduto?», continua a domandare, retoricamente, il responsabile organizzazione di Fdi, Giovanni Donzelli, prima di aggiungere la risposta: «A sinistra fanno le lezioncine di moralità agli altri ma c’è il completo silenzio su quello che accade in casa loro». Un attacco diretto ai vertici del Pd nazionale che lanciano tutti i vertici del partito della Meloni arrivati a Castellammare. Tutti sul palco montato ai piedi del Municipio, la cui amministrazione guidata da Luigi Vicinanza è stata appena sciolta per infiltrazioni dei clan. Sono quasi le 20 e Fratelli d’Italia ha gioco facile a puntare il dito contro il Pd e tutto il Campo Largo.
«Dovete mettere assieme gli scioglimenti di Torre Annunziata, di Castellammare, di Sarno, Pagani e Caserta senza contare cosa accade ad Ercolano dove i consiglieri dem festeggiano l’elezione con un pregiudicato. Parliamo di un’area abitata da mezzo milione di abitanti dove la politica di sinistra stringe patti scellerati», attacca l’ex ministro Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione in Campania. Questo è il punto su cui insistono nell’ordine i vertici nazionali del partito della Meloni calati a Castellammare. E non ne vogliono sapere di accostamenti con il caso Delmastro. Ancora il deputato Donzelli: «Lui non è indagato, questi sono i comuni sciolti per mafia, non scherziamo». E aggiunge: «Quando Delmastro ha scoperto chi era Caroccia (un prestanome del clan Senese, ndr), ben prima che la notizia uscisse sui giornali, è uscito dalla società. E anzi - aggiunge - chiedete a Giuseppe Conte perché non ha mai le vicende del suo "collega di studio" indagato per presunte richieste del 10 per cento su appalti e mascherine anti-Covid».
«Abbiamo 18 mesi per prepararci alle elezioni e conquistare il Municipio. Ma le responsabilità di quanto accaduto sono del Pd e delle civiche, molte delle quali, riferibili a quel signore di Boscoreale...», incalza Giovanni De Angelis, coordinatore cittadino di Fdi tirando in mezzo il vicegovernatore dem Mario Casillo. Poi cita il motto impresso nello stemma della cittadina: «Post fata resurgo (dopo la morte risorgo, ndr). E noi risorgeremo». Un motto che, da anni, sinistra e destra stabiese (che pure ha governato prima di essere mandata a casa sempre per infiltrazioni, quattro anni fa), usano ogni qual volta cade un sindaco. E anche stavolta diventa un mantra con la speranza che si possa scalfire il potere di cui gode il Campo largo in Campania. «Guardate che qui c’è un’emergenza vera che dovrebbe uscire sui tg nazionali. I sei comuni sciolti equivalgono a 2-3 province del mio Piemonte», aggiunge il capogruppo Fdi al Senato, Lucio Malan. Intanto in piazza, sotto al palco, fanno capolino un paio di esponenti di Forza Italia come la parlamentare Annarita Patriarca e il capogruppo in Regione Massimo Pelliccia. «Vedete? Questa battaglia è comune a tutto il centrodestra non solo a Fdi», puntualizza Sangiuliano.
«È una grande questione morale a sinistra: devono assumersi le loro responsabilità», evidenzia Marta Schifone, commissario provinciale Fdi mentre Antonio Iannone, il numero uno del partito in Campania tira in ballo il suo arcinemico di sempre: «Il sindaco era un’emanazione dell’ex governatore. Ma oggi tutti fanno finta di non saperne nulla. Mi riferisco alla Schlein e a tutto il Pd campano», aggiunge chiedendo il risveglio della comunità stabiese. «Le barriere contro la criminalità sono crollate e chi doveva rappresentare la soluzione si è rivelato parte del problema», evidenzia invece il senatore Sergio Rastrelli. È invece il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ad attaccare Conte: «Qui l’M5s era maggioranza ma lui non dice nulla». Poi se la prende con la Schlein: «Il sindaco dice che lei sapeva tutto. Allora perché la segretaria non spiega come sono andate le cose a Castellammare? Perché resta in silenzio su questa vicenda? Il fatto è che preferisco perdere voti che fare, come accaduto qui, patti con i clan». In mezzo una battuta per attaccare il sindaco dem di Bologna dopo gli scontri dell’altro giorno: «Comunque meglio voi qui amministrati da un commissario che noi, nella mia città, da un sindaco come lui che non si accorge di nulla».