PIAZZOLA SUL BRENTA (PADOVA) - Una sbandata improvvisa lungo il Passante di Mestre, nel Veneziano, poi lo schianto, tanto violento da far finire l’auto del 46enne Liberato Di Vivo sotto il rimorchio di un tir fermo nell’area di sosta. È successo nella notte tra martedì e mercoledì, intorno alle 2.30, poco prima dell’uscita di Spinea. A fare chiarezza sull’accaduto sono gli agenti della polizia stradale di Venezia. Stando ai primi rilievi, l’auto del campano, residente a Piazzola sul Brenta, sarebbe finita autonomamente contro il mezzo pesante, parcheggiato nella piazzola di sosta. Se la dinamica appare ormai abbastanza chiara, restano invece da accertare le cause della brusca manovra. Il quarantaseienne, che viaggiava in direzione Milano, avrebbe prima sbandato oltre il limite della carreggiata, invadendo l’area di sosta e perdendo il controllo del veicolo. L’impatto è stato devastante: la vettura si è incastrata sotto il camion, a bordo del quale si trovava ancora il conducente. È stato proprio lui a lanciare l’allarme. Per Liberato Di Vivo, però, non c’è stato nulla da fare: quando i vigili del fuoco lo hanno estratto dalle lamiere, era già morto.
Le indagini sono ancora in corso e tutte le ipotesi restano aperte. A quell’ora della notte il 46enne potrebbe essere stato colto da un improvviso colpo di sonno. Non si esclude nemmeno che viaggiasse a una velocità superiore al limite consentito oppure che, al momento di mettersi al volante, non fosse nelle condizioni ottimali per guidare, magari sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti. Un’altra possibilità è quella di un guasto meccanico che avrebbe provocato l’uscita di strada. Saranno gli accertamenti tecnici sul veicolo a fornire le prime risposte.
Vivace, allegro, ironico, empatico e profondamente innamorato della vita. Una vita che, per un tragico destino, si è interrotta all’età di 46 anni mentre stava tornando da una serata trascorsa in compagnia. Profondo il cordoglio a Piazzola sul Brenta, dove viveva. Liberato Di Vivo lascia una figlia di 13 anni, nata da un matrimonio concluso da tempo. Da nove anni era legato a Chiara Facco, conosciuta in paese perché titolare della fioreria Agape di via Garibaldi. È proprio lei, trovando la forza di parlare nonostante il dolore, a raccontare chi fosse il suo compagno. «Convivevamo dal 2020 a Piazzola sul Brenta. Lui era originario di Pompei e aveva vissuto per trent’anni in Toscana, una terra che amava profondamente. Poi si era trasferito nel Padovano per lavoro. Ci siamo conosciuti perché era responsabile di un negozio di mobili. Io ero entrata per acquistare alcuni prodotti e da quella conoscenza è nata prima un’amicizia, poi una relazione e infine la convivenza. Liberato era un libero professionista e lavorava nel settore delle energie rinnovabili, in particolare degli impianti fotovoltaici, rappresentando diverse aziende». Ripercorrendo le ultime ore prima dell’incidente, Chiara racconta: «Era stato in un locale della zona di Mira per festeggiare il compleanno di un amico del gruppo con cui visitava musei, mostre, ville e altri luoghi d’interesse. Amava profondamente la cultura e condivideva questa passione con tante persone. Era un legame diventato molto forte e così, anche nelle occasioni di festa, si ritrovavano sempre insieme».
Liberato era una persona instancabile. «Quando non era impegnato con il suo lavoro - continua Chiara - veniva ad aiutarmi in fioreria, occupandosi soprattutto delle consegne. Non era il suo mestiere, ma grazie al suo carattere riusciva sempre a instaurare un bellissimo rapporto con i clienti». Non sprecava mai il suo tempo. «Un’altra sua grande passione era il teatro. Anni fa aveva fatto parte di una compagnia, poi gli impegni lavorativi non glielo avevano più permesso, ma continuava ad assistere agli spettacoli. La recitazione rispecchiava perfettamente il suo carattere allegro e spiritoso. Era anche un grande fan dei Metallica: per lui non c’era gruppo migliore, anche se ascoltava molti altri artisti». Tra le sue passioni c’era anche la scrittura. «A breve avrebbe pubblicato un thriller: era praticamente tutto pronto e adesso non sappiamo cosa succederà. Nel frattempo stava scrivendo un secondo romanzo e io stavo leggendo le bozze. Era arrivato al terzo capitolo ed era dedicato alla Toscana, la terra che lo aveva cresciuto. Aveva inoltre iniziato a progettare un terzo libro, ambientato nel Medioevo, con streghe e altri personaggi. Ci lavorava da circa quattro anni». Dal punto di vista sportivo non tifava per una squadra in particolare e seguiva gli eventi soprattutto in televisione, mentre nel calcio era la Nazionale a interessarlo maggiormente. Una vita piena, quella di Liberato Di Vivo, che in tanti a Piazzola sul Brenta chiamavano semplicemente “Libero”. Un soprannome che gli calzava a pennello, considerato il suo modo di vivere. Anche l’amministrazione comunale, attraverso il sindaco Valter Milani, ha espresso il proprio cordoglio per la prematura scomparsa del concittadino. La data dei funerali, che saranno celebrati a Piazzola sul Brenta, è in via di definizione.