Liguria. Doveva essere una giornata intensa in Consiglio regionale, convocato oggi per l’ultima seduta prima della pausa estiva: al mattino discussione monotematica sulla nuova diga foranea del porto di Genova, al pomeriggio le interrogazioni alla giunta. Ma in pratica, al netto di tutte le interruzioni e dei dibattiti procedurali, i lavori d’aula sono durati poco più di un’ora per concludersi alle 17, rinviando a settembre decine di argomenti già inseriti all’ordine del giorno.
In apertura di seduta il presidente Stefano Balleari ha convocato l’ufficio di presidenza integrato per decidere la programmazione dei lavori. Sullo sfondo c’erano già le polemiche incrociate tra Bucci e l’opposizione per la volontà di portare in aula il tema della diga quando il governatore aveva già fissato le sue vacanze estive in barca a vela. Nel frattempo però la maggioranza, su pressione del Governo, ha chiesto di fissare a inizio settembre una seduta straordinaria sull’autonomia differenziata in vista della ratifica delle prime intese.
Dopo oltre due ore di confronto i due schieramenti hanno concordato di rimandare il dibattito sulla diga a un’apposita commissione (in cui Bucci potrebbe intervenire in qualità di commissario in audizione, come proponeva lui stesso) senza però escludere la convocazione di un consiglio ad hoc. La decisione, presa in separata sede dai capigruppo, è stata poi commentata a lungo in aula (dove la seduta è ripresa con mezz’ora di ritardo) prima che Balleari decretasse l’ennesima interruzione. Nel frattempo si scatenava la guerra parallela dei comunicati stampa.
“Mentre cittadini e imprese chiedono risposte concrete su lavoro, sviluppo industriale e servizi, la maggioranza manda in fumo un’intera mattinata di consiglio regionale per calendarizzare, nella prima settimana di settembre, un consiglio straordinario sull’autonomia differenziata – accusava il Pd durante la pausa pranzo -. Si sacrifica il lavoro del Consiglio regionale per una riforma che continuiamo a ritenere profondamente sbagliata. L’autonomia differenziata non rappresenta un’opportunità per la Liguria: rischia invece di aumentare le disuguaglianze tra i territori e di produrre effetti ancora più pesanti sulla sanità pubblica, già oggi in forte sofferenza a causa delle politiche della destra”.
Alle accuse hanno replicato intorno alle 16.00 i civici di Bucci, stigmatizzando la vicenda legata alla diga: “Una giornata di consiglio regionale buttata via per il capriccio dell’opposizione che, alla fine, ha dovuto prendere atto di quale fosse l’unico percorso corretto per discutere della diga in aula. Con la richiesta di convocazione straordinaria, i consiglieri di minoranza hanno imposto al presidente del Consiglio Stefano Balleari di inserire all’ordine del giorno della seduta un argomento che sapevano benissimo non avrebbe potuto essere affrontato con l’intervento del commissario di governo e presidente della Regione Marco Bucci. La seduta di oggi ha semplicemente confermato che il Pd e l’opposizione in generale erano interessati più alla polemica che ai contenuti. Il confronto serio e l’approfondimento sui lavori della diga si svolgeranno seguendo le regole istituzionali, esattamente come la maggioranza aveva indicato fin dal primo momento”.
“La nuova diga foranea è una delle opere più importanti per il futuro del porto di Genova e della Liguria. Proprio per la sua rilevanza riteniamo che il confronto debba svolgersi con il massimo approfondimento e con il contributo di chi è direttamente responsabile dell’attuazione del progetto”, ha puntualizzato anche il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia respingendo le accuse del Pd sull’autonomia differenziata: “È un tema di assoluto rilievo istituzionale e la Liguria, insieme a Lombardia, Piemonte e Veneto, sta portando avanti un percorso condiviso che merita la dovuta attenzione”.
Poi la nota unitaria dell’opposizione: “Accogliamo positivamente l’impegno assunto dalla giunta e dalla presidenza del Consiglio regionale di convocare, su nostra richiesta, un Consiglio straordinario dedicato alla nuova diga di Genova al termine del percorso di approfondimento nelle Commissioni competenti. Ci aspettiamo ora che quell’impegno venga mantenuto, perché il Consiglio regionale deve tornare a essere la sede naturale del confronto su un’opera strategica per la Liguria”
“La diga – dichiarano Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Lista Orlando Presidente e Movimento 5 Stelle – non è un’infrastruttura come le altre. È uno degli interventi più importanti finanziati dal Pnrr, coinvolge direttamente anche la Regione attraverso risorse proprie e richiede il massimo livello di trasparenza nei confronti dei cittadini e delle istituzioni. Per questo riteniamo indispensabile che il confronto non si esaurisca nelle commissioni, ma approdi in aula, dove possano essere affrontate tutte le questioni ancora aperte. In questi mesi sono emersi temi che meritano un’assunzione di responsabilità politica. Dall’aumento dei costi dell’opera, che rende necessario conoscere il quadro economico aggiornato, ai dubbi emersi sulla realizzazione dei cassoni e sulle verifiche relative ai fondali, fino alle criticità ambientali evidenziate nel corso dell’iter dell’opera. Sono aspetti sui quali è necessario fornire risposte puntuali e documentate. A queste preoccupazioni si aggiunge quanto emerso dall’inchiesta sul caporalato nel cantiere di Vado Ligure, dove venivano realizzati i cassoni della diga. Le indagini impongono di verificare se i protocolli di legalità e i sistemi di controllo abbiano funzionato adeguatamente e quali interventi siano necessari per rafforzare la tutela dei lavoratori e la sicurezza nei cantieri. Proprio perché la Fase B dell’opera è ormai alle porte, è indispensabile fare piena luce sulle criticità emerse nella Fase A, affinché non si ripetano. Il Consiglio straordinario dovrà essere l’occasione per fare il punto sul cronoprogramma, sugli extracosti, sulle verifiche tecniche, sugli aspetti ambientali e sui controlli in materia di legalità e sicurezza. Per questo chiediamo che l’impegno assunto oggi venga rispettato”.