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Contro il caro bollette, arriva il nuovo bonus "energia plus": a chi spetta e come funziona


A.B.

A.B. 10 settembre 2026 13:54

È in arrivo un nuovo bonus sulle bollette per quasi quattro milioni di famiglie, ma bisognerà aspettare il 2028. È una delle principali misure contenute nel Piano sociale per il clima predisposto dal governo per cercare di attutire l'impatto sulle famiglie dell'Ets2, il nuovo sistema europeo che farà pagare le emissioni di CO2 anche sui combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale.

Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha fornito nuovi dettagli alla Camera. Il Bonus sociale energia plus avrà una dotazione complessiva di 1,34 miliardi di euro tra il 2028 e il 2031 e sarà rivolto ai nuclei familiari con un Isee non superiore a 25mila euro. La platea stimata dal governo è di circa quattro milioni di famiglie ogni anno.

Come funzionerà il Bonus energia plus

Non dovrebbe essere necessario partecipare a un click day né presentare una specifica domanda. Il meccanismo previsto dal Piano è simile a quello dell'attuale bonus sociale: il beneficio dovrebbe comparire automaticamente sulla bolletta elettrica, sotto forma di riduzione della tariffa, per chi possiede i requisiti.

L'importo, però, non sarà necessariamente uguale per tutti. Il Piano prevede che il sostegno venga modulato tenendo conto della condizione economica, della zona climatica in cui vive la famiglia e dell'effettiva esposizione ai maggiori costi provocati dall'Ets2. Nelle aree più fredde, dove il fabbisogno di energia per il riscaldamento è maggiore, l'impatto del nuovo prezzo della CO2 potrebbe infatti essere più pesante.

Come funziona la maxi tassa energetica in arrivo

La cifra complessiva permette comunque di capire l'ordine di grandezza dell'intervento. Dividendo 1,34 miliardi per quattro milioni di famiglie e per i quattro anni di applicazione si ottengono circa 84 euro all'anno per nucleo come valore medio puramente teorico. Non significa che il bonus sarà di 84 euro: alcuni beneficiari potranno ricevere di più e altri di meno, in base ai criteri che saranno stabiliti.

Altri 95 milioni per avere contatori più potenti

Nel Piano c'è poi una misura molto meno appariscente, ma destinata a cambiare concretamente il modo in cui utilizziamo l'energia nelle nostre case. Il governo mette 95,2 milioni di euro tra il 2027 e il 2032 per aumentare la potenza disponibile dei contatori elettrici delle famiglie vulnerabili. L'obiettivo è raggiungere circa 865mila famiglie, con contributi che potranno coprire fino al 100% dei costi ammissibili per l'aumento della potenza contrattuale e per alcuni adeguamenti tecnici dell'impianto domestico.

Il motivo è semplice. La classica fornitura domestica italiana da 3 kW rischia di diventare insufficiente quando nella stessa abitazione si sostituisce il gas con apparecchi elettrici: pompa di calore per il riscaldamento, piano a induzione per cucinare, boiler elettrico, climatizzatori e magari un'auto elettrica da ricaricare.

I 95 milioni, quindi, non costituiscono un bonus per comprare direttamente una pompa di calore o un piano a induzione. Servono a eliminare uno degli ostacoli all'elettrificazione: il costo necessario per aumentare la potenza del contatore e adeguare, quando necessario, l'impianto elettrico.

Un piano da oltre 9 miliardi contro la nuova tassa sulla CO2

Le due misure fanno parte di un pacchetto molto più grande. Il Piano sociale per il clima italiano mobilita complessivamente circa 9,35 miliardi di euro, di cui circa 7 miliardi provenienti dal Fondo sociale europeo per il clima e oltre 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale.

Oltre 3,2 miliardi saranno destinati alla riqualificazione energetica dell'edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese vulnerabili. Altri 4,6 miliardi circa riguarderanno invece la mobilità sostenibile, dal potenziamento del trasporto pubblico al nuovo "conto mobilità".

La ragione per cui il nuovo Bonus energia partirà soltanto nel 2028 è direttamente collegata all'Ets2. Da quell'anno il sistema europeo delle emissioni sarà esteso ai combustibili utilizzati per riscaldare gli edifici e alimentare il trasporto stradale. Il costo della CO2 non sarà formalmente pagato dal singolo automobilista o dalla famiglia, ma dai fornitori di combustibili, con il rischio che venga almeno in parte trasferito sui prezzi di benzina, diesel e riscaldamento.

Ed è proprio questo aumento che Bruxelles ha previsto di compensare, almeno per le famiglie più vulnerabili, attraverso il Fondo sociale per il clima. Il Piano italiano, tuttavia, non è ancora definitivamente operativo. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri del 4 agosto, il documento è stato trasmesso alla Commissione europea il 6 agosto. Solo al termine del confronto con Bruxelles e con i successivi provvedimenti attuativi saranno definiti nei dettagli importi, requisiti e modalità di accesso alle singole agevolazioni.